Libia: l’Egitto bombarda i territori dell’ISIS per vendicare la morte dei propri connazionali

Libia: l’Egitto bombarda i territori dell’ISIS per vendicare la morte dei propri connazionali

Mentre la comunità internazionale negozia soluzioni e strategie contro i jihadisti, l’Egitto bombarda l’ISIS per vendicare i connazionali copti uccisi dallo Stato islamico

Foto di un pilota dell'esercito libico in fase pre decollo
Foto di un pilota dell’esercito libico in fase pre decollo

IL CAIRO – Aerei dell’esercito egiziano hanno bombardato lunedì il territorio dello Stato islamico in Libia in rappresaglia alla decapitazione di 21 cristiani copti rivendicata dall’ISIS.
I presidenti egiziani Abdel Fattah al-Sissi e quello francese François Hollande hanno congiuntamente evocato l’ONU a riunire il Consiglio di sicurezza per decidere quali misure intraprendere contro l’ISIS. Il Cairo ha inoltre insistito sulla necessità imperativa di un intervento fermo della comunità internazionale per fermare l’espansione del gruppo in Libia. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha qualificato l’ultimo video dell’ISIS come atto vile e odioso (…) che mostra ancora una volta la brutalità dell’ISIS”.

Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini incontrerà le autorità egiziane e americane questa settimana per evocare una possibile azione congiunta in Libia ma ha scartato l’ipotesi di un intervento militare dell’UE.
Questo intervento contro la ramificazione libica dello Stato islamico della Siria e del Levante segna l’apertura di un nuovo fronte per l’esercito egiziano, che fatica a contrastare nel proprio territorio i jihadisti affiliati all’ISIS che minacciano attentati spettacolari contro le forze dell’ordine.
“Le nostre forze armate hanno condotto dei raid lunedì nei campi e nei luoghi di riunione e di deposito armi di Daesh (acronimo arabo dell’ISIS) in Libia”, ha annunciato l’esercito egiziano. I militari hanno reso pubbliche immagini di aerei F-16 che decollano in piena notte.

Questi raid condotti con la collaborazione dell’esercito libico, hanno ucciso 50 jihadisti, come indicato dal capo dell’aviazione libica Saqr Al-Jaroushi a un canale televisivo egiziano. Tuttavia, il bilancio non è stato confermato ufficialmente. Le decapitazioni degli egiziani copti rivendicate domenica sera dall’ISIS evidenziano come l’organizzazione terroristica abbia esportato i propri metodi brutali oltre le regioni sotto il loro controllo in Sira e in Iraq, dove le atrocità continuano a moltiplicarsi.

Il Presidente Sissi ha criticato l’attuale situazione spezzando una lancia in favore dei diritti dell’Uomo eclissando l’implacabile repressione che conduce contro i suoi avversari islamici. Inoltre, il capo di Stato egiziano si è intrattenuto con il Premier britannico David Cameron. Secondo il portavoce di quest’ultimo avrebbero evocato una soluzione per rinforzare i legami bilaterali per combattere e vincere il terrorismo.

Il Giappone ha annunciato che fornirà 15,5 milioni di dollari per sostenere la lotta al terrorismo in Medio Oriente e in Africa. Tokyo, è ancora sotto shock in seguito alla decapitazione dei due connazionali rivendicata dall’ISIS lo scorso gennaio. Matteo Renzi invece ha già fatto sapere di reputare l’intervento militare sbagliato in questo momento.

Accusato di pulizia etnica di crimini contro l’umanità, l’ISIS gode dell’appoggio di numerosi gruppi jihadisti, tra i quali gli insorti di Ansr Beit al-Madequess che ha pubblicato recentemente video di attentati e decapitazioni avvenute nel territorio del Sinai. Domani a Washington D.C sarà convocato un super vertice antiterrorismo.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
17 Febbraio 2015

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