Mali: dopo il golpe la giunta tenta di uscire dall’isolamento

Gli autori del colpo di Stato in Mali, hanno tentato sabato di mettere fine alla pericolosa incertezza diffusasi nel paese e di mantenere il controllo della situazione di fronte a una possibile contro offensiva. Situato nel suo quartier generale della caserma di Kati nei pressi di Bamako, il capo della giunta, il capitano Amadou Sanogo ha avuto sabato una serie di appuntamenti, specialmente con l’ambasciatore francese Christin Rouyer, secondo quanto riportato in serata dalla televisione pubblica ORTM.

Isolati e sotto una relativa tensione gli autori del colpo di Stato del Comitato nazionale per il recupero della democrazia e la restaurazione dello Stato (CNRDRE) hanno chiamato alla riapertura dei distributori di carburante, mentre il carburante stesso comincia a mancare nelle città. In mattinata l’ORTM ha diffuso un breve intervento del capitano Sonogo, per smentire alcune voci sulla sua sorte e la situazione a Bamako, alimentate da una breve interruzione del segnale della televisione pubblica venerdì sera. Dei soldati diretti dal capitano Sanogo hanno annunciato giovedì sera di aver deposto il presidente Touré e sospeso la Costituzione. Hanno accusato il presidente e i suoi superiori gerarchici, di incompetenza nella lotta contro la ribellione tuareg che conduce una vasta offensiva nel Nord-Est del paese, con il sostegno effettivo di gruppi islamici armati , in modo particolare Al Qaeda. La ribellione ha affermato venerdì che prosegue le proprie operazioni. La sorte del presidente Touré rimane ancora avvolta dal mistero. Si ignora dove sia effettivamente in questo momento e quali siano le intenzioni che lo circondano. Il capitano Sanogo ha però affermato venerdì che: “il capo di Stato sta bene, e in sicurezza”. All’incertezza sulla situazione politica si aggiunge ovviamente quella di natura politica riguardante i progetti della giunta : a cinque settimane dal primo turno delle presidenziali previste per il 29 aprile, il colpo di Stato è stato condannato dai 12 principali partiti politici maliani, indebolendo cosi in maniera leggera la posizione politica dagli autori del golpe. Alcune associazioni della società civile, hanno condannato anche loro il colpo di Stato e chiamato la giunta a lasciare il potere, mentre la commissione nazionale dei diritti dell’uomo ha denunciato “un clima di terrore”. Il colpo di Stato è stato punito anche internazionalmente. Una delegazione congiunta della Comunità economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (Cédéao), dell’UA (Unione Africana) e dell’ONU (Organizzazione delle nazioni unite) si sono recate appositamente a Bamako. I suoi membri hanno avuto conversazioni telefoniche con il capitano Sonogo.   

Manuel Giannantonio

25 marzo 2012

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