Siria, piano pace: Annan oggi a Mosca, martedì in Cina

Mentre in Siria prosegue la repressione, con decine di morti nelle ultime ventiquattro ore, Kofi Annan, eletto in settimana inviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria, si è recato ieri a Mosca per incontrare oggi il presidente russo Dmitri Medvedev e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Un incontro importante che è teso a favorire un piano di pace da attuare il prima possibile per fermare la violenza repressiva del regime di Bashar el-Assad, repressione che fin ora ha causato almeno 9.000 vittime e che ha violato ripetutamente i principali diritti dell’uomo con violenze, torture ed uccisioni disumane.

Per l’autorità russa, il regime siriano è pronto al dialogo, e si deve invece puntare a convincere l’opposizione a raggiungere una soluzione pacifica al problema, cosa che sarà difficile, sempre secondo il governo russo, se non si porrà fine al sostegno politico e militare fornito alle forze d’opposizione dall’estero.
Altro incontro chiave ci sarà martedì, quando Annan si recherà in Cina per discutere anche con le autorità cinesi del piano di pace da attuare.
Cina e Russia, lo ricordiamo, sono le due nazioni (assieme all’Iran) alleate del governo di Assad dall’inizio delle rivolte contro il governo di Damasco (marzo 2011). In questi mesi hanno posto il veto su importanti risoluzioni di condanna della repressione in Siria, rallentando così l’operato dell’Onu ma negli scorsi giorni hanno votato a favore del sostegno al piano di pace del quale come avete letto è promotore proprio Kofi Annan.
Questo piano di pace prevede il ritiro delle truppe dalle città, il rilascio dei detenuti arrestati arbitrariamente e l’avvio di un processo democratico che porti ad un governo eletto dal popolo.
Nel frattempo, mentre si attende l’esito dei due importanti incontri di Mosca e Pechino, continuano le azioni repressive in molte città siriane, centinaia di cittadini cercano di fuggire ogni giorno dal paese e i membri dell’esercito siriano libero sperano in un tempestivo intervento internazionale.
Intervento che potrebbe arrivare spinto dalla volontà di Usa e Turchia, difatti il primo ministro turco Erdogan ed il presidente statunitense Obama si sono incontrati quest’oggi per discutere sull’invio di aiuti non militari (ovvero umanitari ed apparecchiature per la comunicazione) ai “manifestanti” siriani. Il vice consigliere per la Sicurezza nazionale di Washington, Ben Rhodes, ha comunicato che Obama e Erdogan sperano in una concessione di questi aiuti e di materiale sanitario da parte della Conferenza degli “amici della Siria”, che si terrà il primo aprile ad Istanbul.
Fra gli aiuti compaiono le apparecchiature per la comunicazione. La comunicazione è stata il motore che ha smosso le acque in quella che è stata ridefinita “primavera araba”, una primavera che nel Medioriente ha già portato grandi cambiamenti e che è stata più volte in Siria oggetto di repressione. Ricordiamo del tentativo del regime di Assad di porre sotto controllo il traffico web (grazie all’ausilio di una ditta Italiana, la Area) in entrata ed in uscita per monitorare le azioni dei cittadini e prevenire eventuali manifestazioni anti-Assad.

Enrico Ferdinandi

25 marzo 2012

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