Siria: emergenza rifugiati in Giordania, Libano, Turchia e Iraq

Siria. In una nota diffusa dall’Unhcr si apprende che è di almeno: “84 milioni di dollari la richiesta contenuta nell’appello lanciato oggi dalle Nazioni Unite e dalle agenzie umanitarie partner in favore dei cittadini siriani che hanno cercato rifugio in Giordania, Libano, Turchia e Iraq”.
A tanto ammonta la cifra che servirà per garantire rifugio ai siriani che hanno lasciato la Siria dal marzo 2011 ad oggi e per quelli che stanno fuggendo e che fuggiranno nelle prossime settimane.

Questo dato è il risultato di uno studio portato a termine da sette agenzie Onu, 27 organizzazioni non governative (Ong) nazionali e internazionali, altri partner e governi dei paesi d’accoglienza. Dallo studio è emerso che da qui ai prossimi sei mesi saranno almeno 100.000 le persone che cercheranno di lasciare la Siria.
Solo in Libia si contano 20mila rifugiati siriani, questa è una vera e propria emergenza umanitaria, tanto che P. Simon Faddoul presidente di Caritas Libano ha dichiarato: “Le cifre ufficiali dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati parlano di 8-9.000 sfollati siriani, registrati ufficialmente. Ma solo una minima parte dei profughi si registra, perché i profughi sono terrorizzati, temono per la loro vita e per la vita dei loro familiari che sono ancora in Siria. Secondo nostre stime, ve ne sono già oltre 20mila, e il flusso continua. I rifugiati  sono cristiani e musulmani, sono stremati e disperati. I nostri volontari notano che hanno molta paura di ritorsioni, alcuni da parte delle forze del regime siriano, altri da parte delle forze di opposizione. Non vogliono essere fotografati, non vogliono dare i loro nomi e preferiscono restare in incognito. La situazione si è aggravata negli ultimi due mesi. Ogni giorno arrivano nuovi profughi. L’emergenza umanitaria già c’è, ma attualmente riusciamo a contenerla. Se l’esodo continua, però, la situazione potrebbe presto diventare insostenibile”.

Intanto anche se la dichiarazione di mercoledì scorso dell’Onu, che ha condannato il deterioramento della crisi siriana, rappresenta un grande passo avanti visto il voto favorevole di Russia e Cina e la decisione di nominare di Kofi Annan come Inviato Speciale di Onu e Lega Araba, continuano le violenze, la repressione e le rappresaglie, in poche parole in Siria si continua a morire.
A livello internazionale si spera che Kofi Annan riesca da qui alle prossime settimane ad esser abile promotore di un processo politico che abbia come faro le legittime aspirazioni democratiche del popolo siriano, attraverso il dialogo tra forze governative e opposizioni.
Negli ultimi giorni si contano oltre 100 vittime in tutto il paese, la repressione sembra non trovare freni e i combattimenti sono all’ordine del giorno, sono centinaia le famiglie che in questo momento si trovano bloccate a ridosso della frontiera con la Giordania senza riparo e cibo.

Enrico Ferdinandi

24 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook