India, italiani rapiti: stop ai negoziati, maoisti divisi

Sono state sospese le trattative per liberare i due escursionisti italiani, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, rapiti lo scorso 14 marzo dai maoisti in India, dopo il rapimento di un deputato locale. Gesto che ha contribuito a far aumentare la tensione e la preoccupazione per le sorti dei due italiani rapiti.

Inizialmente i maoisti avevano chiesto che venissero liberati sei persone (tutti militanti maoisti ora in carcere tra cui la moglie del leader Sabyasachi Panda, Subhashree, dietro le sbarre dal gennaio 2010) in cambio della liberazione di uno dei due italiani, da qui erano partite delle trattative, grazie anche al lavoro di due mediatori nominati dai ribelli per trattare con il governo di Orissa. A complicare il tutto però il rapimento di Jhina Hikaka, membro del Parlamento dello Stato di Orissa per il partito di governo Biju Janata Dal (BJD) e la successiva decisione del governo di interrompere le trattative, rassicurando però la Farnesina con queste parole: “è uno stop non una rottura”.

I rapitori hanno lasciato sull’auto nella quale viaggiava Hikaka un volantino contenente le stesse 13 richieste già avanzate per la liberazione dei due italiani, chiedendo che le richieste vengano adempiute quanto prima.
In questi ultimi giorni è emerso che a comandare il rapimento dei nostri connazionali sia stato (con molto probabilità) Sabyasachi Panda formalmente leader dei Naxaliti (una fronda interna dei maoisti) e che con questo gesto potrebbe assoldare il suo potere tra i vertici del comando maoista e consolidare il controllo del territorio da parte dei suoi uomini, nonché provare a liberare la moglie arrestata nel gennaio 2010. Per quanto riguarda il rapimento del deputato Hikaka la polizia pensa che sia stato organizzato dal Comitato Zonale Maoisti dell’Andhra-Orissa-Border, attivo nel distretto di Koraput e nella vicina zona dell’Andhra, la base originaria dei Naxaliti, un gruppo già accusato pochi giorni fa di aver ucciso due poliziotti e un vice ispettore nel distretto Malkangiri. Un gesto questo che sarebbe in contrasto con la decisione di Panda che nei giorni scorsi aveva ordinato un cessate il fuoco ed aveva promosso i negoziati con il governo di Orissa. a pesare sulla liberazione di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo c’è quindi anche l’incognita caratterizzata dall’imprevedibilità delle azioni scatenate da una faida interna fra maoisti per l’assestamento del potere.

Enrico Ferdinandi

24 marzo 2012

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