USA: l’omicidio che risolleva il razzismo

Il 26 febbraio, mentre rientrava a casa a Stanford, piccola città della Florida, un adolescente nero di 17 anni, è stato ucciso da un ragazzo, George Zimmerman. Quest’ultimo è membro volontario di una “milizia di quartiere” (legale in questo Stato). Zimmerman 28 anni di origine ispanica, ammette di aver compiuto il gesto, ma invoca la legittima difesa, nonostante la giovane vittima non fosse armata.

Aspettando la decisione della camera di accusa, prevista per il 10 aprile, è stato rilasciato e dunque in libertà. Le circostanze del dramma restano poco chiare e l’inchiesta della polizia di Stanford è oggetto di critiche molto vivaci, al punto tale che il capo della polizia locale si dimette. Il ministero federale della Giustizia, il procuratore distrettuale  della Florida e l’FBI (Federal Bureau Investigation)  hanno comunque aperto un inchiesta nonostante questo crimine locale sia stato rivelato dallo Stato e non dalla giustizia federale. I parenti della vittima sono stati ricevuti inoltre giovedì dal ministro della Giustizia, il procuratore e altri responsabili del ministero. La morte dell’adoloscente, studente apprezzato, mai implicato in nessun tipo di problema, è doppiamente polemica: rilancia il dibattito sulla legge votata nel 2005 in Florida con il sostegno delle lobby sulle armi, La NRA.  Dall’altra parte invece risolleva un problema di antica origine specialmente negli Stati Uniti d’America, il razzismo. Il movimento di indignazione si propaga in tutto il paese e diverse manifestazioni hanno preso il via in diverse città tra le quali New York City, un movimento che è arrivato fino ad Obama che è così intervenuto nel dibattito : “E una tragedia. Non posso immaginarmi cosa stanno vivendo i suoi genitori. Se avessi avuto un figlio sicuramente avrebbe somigliato a lui. Dobbiamo procedere attraverso un esame di coscienza per comprendere come una cosa simile sia potuta capitare”. Obama si è espresso quest’oggi chiedendo l’apertura di un inchiesta completa visibilmente commosso. In attesa più di un milione di firme sono state raccolte per incolpare il sospetto. “Il mio cuore è distrutto, voglio che la Giustizia si restituita a mio figlio” ha dichiarato Sybrina Fulton, la madre del giovane ragazzo. Che ha organizzato questa raccolta di firme in un apposito sito internet.

Manuel Giannantonio

23 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook