Mali: dopo il colpo di Stato è caos

Il Mali è piombato nel caos, all’indomani di un colpo di Stato condotto dai militari della caserma di Kati, situata ad Ovest di Bamako, il paese è in una crisi politica totale. Se la giunta ha affermato che i dirigenti del regime erano “sani e salvi” la sorte di Amadou Toumani Touré rimane avvolta dal mistero per ora. Nessuno infatti sa nulla circa la sua attuale condizione.

Più inquietante ancora, la ribellione tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (MNLA) che ha annunciato un offensiva imminente per riprendere le città nel nord del paese. I dirigenti del regime dunque sono salvi e il capitano Amadou Sanogo a tal proposito ha dichiarato: “Non si toccheranno i capelli di nessuno. Li consegnerò alla giustizia”. Il capitano inoltre si è espresso ai microfoni di della BBC africana. La ribellione tuareg, che ha direttamente provocato il colpo di Stato generato soprattutto per la mancanza di mezzi, ha indicato che proseguirà la propria offensiva in una zona popolata da gruppi islamici. In un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad dice di voler continuare ad agire sostanzialmente per sloggiare l’armata del Mali e la sua amministrazione. La ribellione che controlla diverse località del Mali, afferma di aver preso il controllo di una nuova località nel Nord del Mali. Per quanto concerne la diplomazia internazionale, i paesi europei ha espresso quest’oggi la loro “profonda inquietudine” di fronte al deterioramento della situazione e chiamato a un governo civile. Il giorno successivo alla presa di potere dei soldati a Bamako, l’Unione europea ha alzato i toni sospendendo il proprio aiuto allo sviluppo del Mali “fino a quando la situazione non sarà chiarita”.  Bruxelles ha tuttavia mantenuto l’aiuto umanitario di fronte alla concreta possibilità dell’arrivo di una crisi alimentare per il paese.   

Manuel Giannantonio

23 marzo 2012

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