Mali: colpo di Stato eseguito dai militari

Alcuni soldati si sono impadroniti nella notte del palazzo presidenziale a Bamako. Il presidente Amadou Toumani Touré sarebbe stato condotto in un luogo mantenuto segreto. Un ammutinamento nella notte tra mercoledì e giovedì al colpo di stato del Mali. Dei militari affermano di aver rovesciato il potere del presidente Amadou Toumani Touré, dopo essersi impossessati del palazzo di Koulouba, situato su una collina che domina Bamako. Il palazzo presidenziale è stato in parte incendiato e il capo di Stato è stato condotto in un luogo segreto.

Il colpo di Stato si è concretizzato nel cuore della notte sulla televisione nazionale, che ha trattato per molte ore il caso. Un portavoce di questi militari, il tenente Amadou Kanoré, ha annunciato la “fine di un regime incompetente”, lo scioglimento di tutte le istituzioni, la sospensione della Costituzione e la messa in atto di un coprifuoco. Ha indicato di aver agito per rispondere all’incapacità del presidente “ di gestire la crisi nel Nord del paese” e di non fare nulla per contrastare l’instabilità orchestrata dai gruppi islamici quali Al Qaeda. Il tenente alludeva anche ad un enigmatico Comitato nazionale per il recupero della democrazia e la restaurazione dello Stato. La giunta ha preso l’impegno di restaurare il potere civile d i mettere in atto un governo di unione nazionale quando “l’integrità territoriale sarà ristabilita”. Gli ammutinamenti provengono da Kati, situata fuori da Bamako. Si  sono verificati nell’occasione della visita del ministro della Difesa, che era andata all’incontro per cercare di calmare la situazione. I soldati protestavano contro la mancanza di mezzi impiegati sul terreno per contrastare la ribellione tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (MNLA), condotta da centinaia di combattenti armati che hanno servito la Libia nelle fila del colonello Gheddafi. Rimproverano a Touré la sua mancanza di polso. Una prima ondata di contestazioni di natura militare fu generata a febbraio a Bamako dopo il massacro di Aguelhok dei soldati del Mali, uccisi dai ribelli. Queste violenze sembrano aver dato un colpo di accelerazione significativo nel progetto del colpo di Stato che si tramava nell’ombra. Le truppe del Mali si dicono sconcertate e demoralizzate dai discorsi del governo, che nasconde la realtà e la gravità del conflitto nel Nord del paese.         

Manuel Giannantonio

22 marzo 2012

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