Syrian Electronic Army, i nuovi Anonymous?

Syrian Electronic Army, i nuovi Anonymous?

Dopo i fatti di Parigi, in rete è nata una nuova forma di protesta digitale. Un gruppo che proprio come Anonymous attacca via web grandi gruppi industriali e giornali, sfruttando sostanzialmente lo sesso modus operandi

s-SYRIA-HACKED-ANONYMOUS-largeSIRIA – Prima di introdurre questo nuovo gruppo cybernetico, proponiamo un breve estratto di che cosa è Anonymous per capirne similitudini e uguaglianze.
Non c’è un’ideologia esatta di Anonymous, ma constatiamo una volontà molto forte di difendere la libertà di espressione e di lottare contro la censura. Il movimento eredita le sue caratteristiche contraddizioni dalle esperienze che l’hanno preceduto e ispirato nel corso della storia. Tra le più simili c’è sicuramente il progetto Luther Blissett, nato e morto in Italia negli anni Novanta, pseudonimo collettivo per una galassia di artisti e attivisti neo-situazionisti, “condividuo” tenuto a incarnare un intero movimento. Nel loro manuale di guerriglia e sabotaggio del 1996, i Luther già scrivevano:
“Nel film Spartacus di Stanley Kubrick (USA 1960), tutti gli schiavi sconfitti e catturati da Crasso dichiarano di essere Spartaco, come gli zapatisti sono tutti Marcos e noi siamo tutti Luther Blissett…

Il nome collettivo ha una valenza fondante, in quanto mira a costruire un mito aperto ed elastico. Un‘interessante coincidenza, cinque membri del collettivo, autori del romanzo Q, fonderanno nel 2000 il collettivo Wu Ming, che in cinese mandarino significa… Anonimo”. Essi agiscono individualmente e con crescente impegno colpendo chiunque abbia a cuore la censura su internet e non solo, in modo che a beneficiarne sia il gruppo. Abbracciando in qualche modo i principi del giornalismo moderno e del Citizen Journalism, secondo il quale con la diffusione del web 2.0 e delle nuove tecnologie portatili, (Smartphone, notebook, palmari, tablet cc..), ogni uno di noi è in grado di collegarsi da ogni angolo del globo alla rete, ogni individuo è in grado anche in tempo reale di partecipare alla diffusione di una notizia, argomentandola, fornendo materiale, come video o fotografie di eventi, e nel caso di Anonymous di smascherare colpevoli e denunciare irregolarità, anche attraverso individui infiltrati in corporazioni o organizzazioni. Un esempio concreto della loro metodologia è il colpo organizzato contro il sito della Stratfor Global University, in cui si sono appropriati di dati e cartelle di utenti registrati. Un attacco condotto in piena regola. Un attacco in cui ad agire sono stati uno o più utenti in pieno anonimato, agendo grazie ad un eccellente conoscenza informatica, linguaggi di programmazione, infiltrazione, accesso ai server. Prima si attacca dunque e una volta messo in cassaforte il colpo si procede alla comunicazione ufficiale della sua riuscita. In questo caso infatti Anonymous ha provveduto ad aggiornare tutti sull’accaduto tramite social network scegliendo Twitter.

Nel loro mirino ora c’è lo Stato islamico. Il gruppo a dire il vero, si è già interessato della situazione estremista islamica dopo l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo avvenuto a Parigi. A irrompere sulla scena ora è la Syrian Electronic Army. Queste parole rappresentano il loro messaggio:
“Condanniamo tutte le violenze e qualsiasi forma di terrorismo, in Francia, in Siria e ovunque […] ma non condanniamo gli autori delle caricature di Charlie Hebdo che si prendono gioco del Profeta Maometto e le credenze religiose dei musulmani”

Inoltre, questo gruppo si è reso protagonista di intrusioni informatiche nei portali di diversi quotidiani di caratura internazionale. Sono circa 20 000 i siti vulnerabili, e mal gestiti, vittime di questi attacchi. Attraverso una sofisticata ingegneria sociale riescono a raggiungere i loro obiettivi. Lo Spear Phishing (tecnica di abordaggio che consiste nell’usurpare un’identità al fine di ottenere informazioni in previsione di un attacco, ndr ), è l’arma più sfruttata.

Tra marzo e aprile del 2013 si consumano intrusioni manovrate proprio dalla Syrian Electronic Army ai danni della CBS, BBC e anche a France24. Spesso gli attacchi generano conseguenze brutali come nel caso dell’annuncio di una bomba alla Casa Bianca sull’account ufficiale dell’Associated Press (agenzia stampa americana) o l’annuncio dell’incide DowJones della perdita di 136 miliardi di dollari in pochi istanti.
Alla luce di questi fatti, è possibile considerare la Syrian Electronic Army come organizzazione da temere? Non proprio poiché loro sono come gli Anonymous anche se non si può affermare se siano effettivamente parte di uno stesso gruppo. Non hanno una gerarchia strutturata definita. L’obiettivo è nonostante tutto lo stesso: piratare l’attenzione.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
10 Febbraio 2015

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