Siria: bombardato villaggio in Libano, 23 morti ad Homs

Mentre a Damasco, e nelle principali città siriane continua la repressione dall’Onu arriva l’ennesima richiesta di stop alle violenze e alle violazioni dei diritti umani per consentire l’inizio di un processo di transizione democratica. La nuova richiesta è stata avanzata grazie ad una dichiarazione adottata nella giornata di ieri in cui si invita il governo siriano a sottostare a queste richieste, altrimenti dal palazzo di vetro arriveranno “ulteriori passi” volti a mettere fine alle ostilità ed allo spargimento, violento ed insensato di sangue che fin ora ha causato più di 9.000 vittime.

Anche il segretario di Stato americano, Hillary Clinton ha annunciato che saranno intensificate le pressioni sul regime per favorire un suo isolamento se le richieste non verranno accolte.
Il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha affermato che si è fatto: “un utile passo in avanti per il conseguimento degli obiettivi sui quali deve concentrarsi in via prioritaria l’impegno della comunità internazionale”.

Come detto nonostante tutto prosegue la repressione in Siria, nuove operazioni dell’esercito lealista sono in corso a Homs per soffocare l’ennesima rivolta in quella che è la città simbolo delle proteste (ridotta quasi in macerie) e che da oltre un mese è bombardata dal regime. Solo oggi ad Homs sono morte almeno 23 persone, delle quali 15 civili.
Allarmante la notizia di un bombardamento, operato sempre dalle forze del regime, di un villaggio al confine settentrionale del Libano, con “più di cinque razzi – affermano dei testimoni – sganciati sui campi e sul villaggio di al-Qaa”. La repressione quindi si sposta anche sulle zone di confine, quelle dove ogni giorno centinaia di cittadini cercano la fuga da un paese dove si cerca democrazia ma si trova solo repressione.

Enrico Ferdinandi

22 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook