Repubblica democratica del Congo: violati i diritti dell’uomo

Le forze della difesa e della sicurezza della Repubblica democratica del Congo hanno commesso delle “gravi violazioni” dei diritti dell’uomo, nel corso delle violenze elettorali nella fine del 2011, secondo un rapporto pubblicato martedì dall’ONU (Organizzazione delle nazioni unite). Kinshasa, tramite la voce del ministro della giustizia Emmanuel Luzolo Bambi, ha rifiutato il rapporto avanzato dall’ONU che denuncia il suo “carattere selettivo e di parte”.

Secondo alcune inchieste concentrate proprio nella capitale, almeno 33 persone sono state uccise e almeno 83 sono state ferite tra il 26 novembre e il 25 dicembre 2011, prima e dopo le elezioni presidenziali e legislative contestate del 28 novembre. Bambi, ha inoltre indicato che la polizia nazionale congolese (PNC) ha registrato la morte di 20 persone, e chiesto di giustificare gli elementi credibili tra i due bilanci. Secondo lui il documento dell’ONU “ha scelto di dimenticare di omettere gli atti gravi di manifestanti armati (civili o militari) contro gli agenti e la polizia nazionale”. Kinshasa, dove un inchiesta giudiziaria è stata aperta a dicembre, rimprovera al rapporto “di essere orientato verso una categoria limitata di vittime, in modo particolare verso quella dell’opposizione” specialmente contro i sostenitori di Etienne Tshisekedi. Quest’ultimo, classificatosi secondo alle presidenziali, aveva contestato la rielezione di Joseph Kabila autoproclamandosi “presidente eletto”. L’opposizione denunciò multiple irregolarità nel corso degli scrutini, contestati fra l’altro anche da osservatori nazionali e internazionali. In alcuni rapporti del 2011, contestati da Kinshasa, l’ONG (Organizzazione non governativa) Human Rights Watch aveva denunciato la morte di almeno 42 civili uccisi nell’ultimo giorno dell’ultima campagna elettorale  (26 novembre) nel corso dello svolgimento degli scrutini e tra il 9 e il 14 dicembre nei giorni che hanno susseguito l’annuncio del risultato delle presidenziali. Il rapporto dell’ONU evoca inoltre la scomparsa di almeno 16 persone, e la scoperta di undici corpi, alcuni dei quali privi della testa . Queste vittime non identificate non fanno parte del bilancio. Il rapporto dell’ONU attribuisce principalmente queste violenze alla guardia repubblicana, un unità militare incaricata della protezione del capo di Stato.      

Manuel Giannantonio

21 marzo 2012

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