“I terroristi dell’isis andrebbero crocifissi”, l’accusa dell’imam della moschea egiziana di Al Azhar

“I terroristi dell’isis andrebbero crocifissi”, l’accusa dell’imam della moschea egiziana di Al Azhar

al azharPesanti accuse da parte del grande imam Ahmed Al Tayeb della moschea egiziana di Al Azhar. Attraverso un comunicato dell’università di Al Azhar l’imam, che è una delle più importanti autorità religiose dell’Islam, ha espresso la sua totale indignazione verso l’assassinio del pilota giordano arso vivo.

Al Tayeb si è scagliato contro l’Isis definendola “organizzazione terrorista satanica”, indicando l’uccisione del pilota giordano come “un’azione malvagia” respinta da tutte le religioni. “Devono essere uccisi, crocifissi e bisogna tagliare loro le mani e i piedi”, ha continuato l’imam riferendosi alla punizione coranica, che prevede il taglio incrociato della mano destra e del piede sinistro. Diffuso, sempre da Al Tayeb, un appello alla comunità internazionale per concentrare le proprie forze sulla guerra contro questa organizzazione che commette azioni barbare che non soddisfano né Maometto né Allah. Espresse anche le più sentite condoglianze da parte dell’imam, al re di Giordania Abdallah, che, dopo aver chiuso un nuovo accordo con Washington ha interrotto la sua visita negli Stati Uniti precipitandosi immediatamente ad Ammam. In seguito alla tragica fine del pilota il primo ministro iracheno, Haidar al Abadi, ha spiegato la necessità di intensificare i raid contro il gruppo terrorista esprimendo alla Giordania la più completa solidarietà sottolineando che l’eliminazione di questa cellula terroristica è un obbiettivo comune tra Iraq e Giordania. Due le esecuzioni effettuate in questi giorni in Giordania. Sajida al Rishawi, la terrorista irachena condannata a morte, è stata giustiziata insieme a Ziad al Karbuli come risposta all’ignobile uccisione di Kassasbeh. Per le autorità irachene uno dei fratelli della Rishawi, ucciso nel 2004 a Falluja, era uno stretto collaboratore dell’allora capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab al Zarqawi.

Continuano le minacce ai danni delle redazioni giornalistiche europee. Questa volta è il Belgio a trovarsi nel mirino dell’Isis. Il quotidiano belga in lingua fiamminga “Het Laatste Nieuws” ha ricevuto una lettera anonima di minacce, secondo cui il Belgio è un obiettivo dell’Isis, che colpirà con “autobomba ed esplosivo”. “Quello che è accaduto in Francia si ripeterà in Belgio”, queste le parole riportate dal documento battuto a macchina, recapitato per posta al re Filippo e al sindaco di Anversa Bart De Wever, nel cui sono stati fatti riferimenti al processo contro i membri dell’organizzazione radicale Sharia4Belgium.

Federico Perruolo
05 febbraio 2015

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