Repubblicane USA: Romney si guarda le spalle

I milioni dollari spesi negli spot della campagna di Mitt Romney contro i suoi principali rivali lo hanno probabilmente aiutato in maniera pesante e dunque certamente decisiva per ora nel dominare i propri avversari nelle primarie repubblicane ma hanno anche generato uno stato di risentimento che potrebbe complicargli l’investitura per le presidenziali di novembre che designeranno l’avversario ufficiale di Obama.

Rick Santorum e New Gingrich sono effettivamente furiosi, sconfitti anche da alcuni spot di 30 secondi dopo i rispettivi successi nell’Iowa e in Florida. Secondo numerosi veterani delle campagne repubblicane, è un sentimento di ingiustizia e di ferita aperta che spinge due grossi ego a rimanere in lista, nonostante l’avanzata considerevole di Romney nella corso alla designazione del candidato anti Obama alla convention di Tampa, in Florida a fine agosto. Certamente anche i comitati di azione politica (PAC) che sostengono Santorum e Gingrich hanno anche loro organizzato i propri attacchi, ma non hanno nulla a che vedere con il rullo compressore montato a colpi di milioni di dollari da Romney. I suoi sindacati, le sue imprese e i suoi gruppi di interessi possono spendere in maniera illimitata. Gingrich, presidente della camera dei rappresentanti non ha digerito lo spot che lo rappresentava con uno dei promotori di una legge che finanzia un programma dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) sulla brutale politica infantile esercitata in Cina, ovvero l’aborto. E furioso anche contro uno spot secondo il quale spende 300.000 dollari per chiudere l’inchiesta contro l’etica aperta dalla camera dei rappresentanti contro di lui negli anni 90. Gingrich afferma che si tratta di un rimborso negoziato per l’inchiesta da un intermediario di ex deputati che lo sostengono. Quanto a Santorum ha spesso avanzato la richiesta di toglier uno spot pro Romney che lo vede favorevole al diritto di voto ai criminali. Nel corso di un dibattito con Santorum che lo attaccava proprio su questa questione, Romney ha replicato di non aver nessun  controllo su i PAC. In ogni caso Romney sembra aver perso alcuni punti per quanto concerne la fiducia concretizzata fino ad ora e Santorum e Gingrich insistono apparentemente con piacere nell’esaltare questa condizione. Gingrich ha rifiutato di gettare la spugna nonostante le cruciali disfatte incassate negli Stati sudisti del Mississippi e Alabama.  

Manuel Giannantonio

19 marzo 2012

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