Siria: scontri giunti nel cuore di Damas

Le forze di sicurezza siriane proseguono nelle loro operazioni indirizzate alle rivolte di alcune città in tutto il paese, specialmente a Mazzé, nei pressi dei siti militari e diplomatici. Si contano tredici morti lunedì. Tredici persone dunque tra le quali, cinque civili, hanno perso la vita nelle violenze che colpiscono attualmente il paese, secondo l’osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH). Secondo una ONG (Organizzazone non governativa) a  Deir Ezzor, i combattimenti hanno generato domenica almeno 25 morti e 33 feriti, tra le quali due ufficiali.

A Damas, i combattimenti hanno opposto nella notte disertori e soldati nel quartiere di Mazzé, che ospita i servizi informativi e alcuni palazzi governativi, facendo sei morti secondo l’OSDH e quattro morti secondo le autorità. Nel pomeriggio, nuovi scontri sono scoppiati a Qaboum e a Barzé, altri due quartieri della capitale. Nel Nord Ovest del paese, un civile è stato abbattuto da un tiratore nella provincia di Idleb e più di 60 abitazioni sono state bruciate dalle forze siriane nelle ultime 24 ore nel villaggio di Merian. Altrove nel paese, le truppe hanno lanciato un offensiva su Kafr Chams nella provincia di Deraa (Sud), mentre nella stessa provincia, un bambino è stato ucciso a Dael. Le truppe hanno inoltre bombardato il villaggio di Qalaat al Madiq nella regione di Hama. Un civile è stato ucciso da alcuni colpi a Khaldiyé, mentre un altro è stato vittima dell’azione di un tiratore nel quartiere di Waar. Nella stessa provincia, le truppe del regime di Bachar el Assad bombardavano il villaggio di Joussieh, in prossimità della frontiera libanese, facendo 5 feriti. Nella provincia di Alep, un ufficiale è stato ucciso e altri due sono stati gravemente feriti da uomini armati non identificati che hanno fatto fuoco sul suo veicolo.  

Manuel Giannantonio

19 marzo 2012

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