Siria: Kofi Annan chiama all’unità

Decina di migliaia di manifestanti anti regime hanno reclamato venerdì in Siria un “intervento militare immediato”, mentre l’emissario internazionale Kofi Annan chiamava il consiglio di sicurezza all’unità per fare scuotere il regime di Bachar al-Assad. “Il popolo vuole un intervento militare e la caduta del regime” ha espresso un manifestante mentre la rivolta entra nel suo secondo anno.

Il regime che sostiene il popolo nella lotta contro le bande terroriste alle quali sono attribuite le violenze, ha eseguito giovedì una dimostrazione di forza mobilitando decina di migliaia di manifestanti per sostenere il presidente Bachar Al-Assad. Venerdì la televisione di stato diffondeva le immagini di una folla che sventolava bandiere siriane in un importante piazza della capitale, mentre le truppe bombardavano la provincia di Homs e alcuni quartieri della città stessa, facendo un morto secondo quanto riportato da un agenzia ONG (Organizzazione non Governativa) siriana. Ora il paese è più diviso che mai dopo una rivolta popolare. La comunità internazionale resta paralizzata di fronte alla crisi e Kofi Annan ha chiamato i membri del consiglio di sicurezza all’unità con l’obiettivo di porre un termine alle violenze.  “Più il vostro messaggio sarà forte e unito e maggiore saranno le opportunità di vedere cambiare le dinamiche del conflitto” ha puntualizzato Kofi Annan tramite una video conferenza da Ginevra. La situazione rimane comunque bloccata al Consiglio di Sicurezza. Emissario dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) e della Lega Araba, Kofi Annan aveva lasciato la Siria dopo essersi incontrato personalmente con il presidente Assad ma senza aver ottenuto purtroppo un accordo sulla cessazione delle violenze. L’ONU parteciperà questo week end per la prima volta a una missione umanitaria in Siria, condotta dal governo, secondo il responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni unite Valerie Amos. La FAO (Agenzia ONU per l’alimentazione e l’agricoltura) si è espressa come inquieta circa la sicurezza alimentare in Siria in maniera particolare per 1,4 milioni di persone.   L’International Rescue Center (IRC) distribuirà vestiti e prodotti igienici alle migliaia di Siriani rifugiati in Giordania. Nonostante gli Occidentali rifiutino il regime non accettano l’idea di un intervento militare e sono scettici circa la possibilità di armare l’opposizione soprattutto in virtù del fatto che quest’ultima cominci a denotare profondi segni di divisione.

Manuel Giannantonio

16 marzo 2012

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