Svizzera: Il popolo rifiuta l’aumento delle ferie

Un fatto curioso forse anche di difficile comprensione per chi le vacanze le insegue tutto l’anno desiderando addirittura allungarle. Una maggioranza schiacciante di due svizzeri su tre infatti ( 65,5%) hanno votato “No” ad un referendum invocato del sindacato del lavoro svizzero, con l’obiettivo di allungare la durata legale delle ferie da quattro a sei settimane all’anno.

Nessun cantone della federazione elvetica ha confermato una maggioranza per il “Sì”, anche se gli svizzeri geograficamente limitrofi alla Francia (Tessin) erano vicino a confermare questo dato.  La Svizzera centrale invece ha espresso con l’82,1% delle preferenze il “No”. L’organizzazione Economia Svizzera si è rallegrata dell’esito del referendum esprimendo grande soddisfazione e ammettendo che:  “ Questo referendum conferma un aumento della classe economica Svizzera e mantiene viva una competitività che rischiava di essere limitata”. L’organizzazione inoltre ricorda quanto sia importante questo risultato ottenuto in tempi di crisi che creano molti problemi specialmente in questo settore. Il lavoro sembra esser un valore di grandissima importanza in Svizzera. Questa scelta rinforza il modello economico elvetico. Il giornale tedesco Die Welt stima che “ Ha avuto grande importanza nell’esito del referendum il calvinismo nella cultura elvetica, Il lavoro non permette soltanto il salario, la sicurezza e l’integrazione sociale, ma permette anche di sentirsi utili”.

Manuel Giannantonio

12 marzo 2012

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