Fukushima: un anno dopo il mondo commemora la strage

Decine di migliaia di oppositori all’energia nucleare hanno manifestato nel mondo nella giornata di ieri, domenica 11 marzo 2012, un anno dopo la catastrofe della centrale di Fukushima in Giappone. In Germania, paese che ha deciso di abbandonare progressivamente l’energia nucleare dopo il sisma e lo tsunami che hanno colpito il Giappone danneggiando i reattori della centrale di Fukushima, più di 50.000 persone distribuite in sei regioni hanno manifestato secondo i dati degli organizzatori che hanno ribadito : “Fukushima ci ha avvisati: dobbiamo assolutamente chiudere le centrali ora!”.

Su circa 80 chilometri, circa 24.000 manifestanti anti nucleari hanno formato in serata una catena umana nella regione di Braunshweig nel Nord della Germania. Circa 3.000 persone hanno accerchiato la centrale di Brokdorf, secondo gli organizzatori. Delle protesta hanno avuto luogo anche nei pressi dei reattori di Gundremmingen nel sud del paese e a Neckarwestein. In Francia, dove circa il 75% dell’energia elettrica dipende da quella nucleare facendone il paese maggiormente dipendente, una catena umana di circa 60.000 persone è stata organizzata come azione di protesta pacifica. In Spagna nei pressi della centrale di Garona alcune centinaia di manifestanti hanno reclamato la chiusura dello stabilimento. In Australia, circa 500 manifestanti contro l’energia nucleare si sono riuniti nei pressi delle sedi dei gruppi BHP Billition e Rio Tinto a Melbourne.” E di fondamentale importanza commemorare questa giornata, alfine che gli australiani si ricordino di quanto accaduto a Fukushima e del ruolo che l’Australia rappresenta in qualità di fornitore di uranio al Giappone, compresi i reattori di Fukushima”, ha dichiarato uno degli organizzatori Kazuyo Preston. L’Australia non è certamente una potenza nucleare ma è comunque terzo come paese  produttore mondiale di uranio dietro al Kazakhistan e il Canada. A Taiwan 5.000 manifestanti, secondo le cifre fornite dagli organizzatori, hanno sfilato nelle strade di Taipei per chiedere la chiusura delle tre centrali nucleari non appena sia possibile in questo paese regolarmente colpito dai terremoti.

Manuel Giannantonio

12 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook