Gran Bretagna: si riunisce la coalizione internazionale contro l’ISIS

Gran Bretagna: si riunisce la coalizione internazionale contro l’ISIS
Il segretario di Stato americano John Kerry

La coalizione contro l’ISIS si riunisce a Londra per fare il punto delle sue operazioni in Siria e in Iraq e per evocare la minaccia dei jihadisti stranieri stimolati dei recenti attentati francesi

Il segretario di Stato americano John Kerry
Il segretario di Stato americano John Kerry

LONDRA – Il segretario di Stato americano John Kerry, e il suo omologo britannico Philip Hammond tengono le redini di Lancaster House dove sono attesi i ministri degli Esteri stranieri di 21 paesi, compresi paesi arabi e la Turchia.
Non una prima assoluta poiché la coalizione internazionale si è riunita lo scorso dicembre nei locali della NATO a Bruxelles. Le discussioni vertono sulla campagna militare dell’ISIS e ai suoi obiettivi, le fonti di finanziamento, le comunicazioni strategiche e l’assistenza di cui godono nella regione.

“Occorre avanzare su tutti i fronti: militare ma anche giuridico in materia di condivisione delle informazioni”, ha dichiarato John Kerry prima di salire sull’aereo per l’appuntamento diplomatico.“17 paesi hanno rinforzato la loro legislazione per agire contro coloro che vogliono recarsi sui campi di battaglia in Siria e in Iraq. Noi pensiamo che sia una buona cosa e avremo l’occasione si scambiare su questo soggetto, di confrontare le differenti misure e di vedere come possiamo coordinarle al meglio”, ha precisato un responsabile del dipartimento di Stato americano.

Due settimane fa, tre jihadisti hanno ucciso a sangue freddo 17 persone a Parigi rivendicandosi come combattenti dell’ISIS. Una settimana più tardi, un’operazione di matrice antijihadisti è stata condotta in Belgio per evitare quello che si è rivelato un attentato imminente. Un rapporto della commissione del Consiglio di sicurezza dell’ONU pubblicato lo scorso novembre ha redatto un bilancio di 15 000 combattenti che hanno raggiunto le organizzazioni radicali come lo Stato islamico della Siria e del Levante, con una provenienza divista fra 80 paesi. Un responsabile del dipartimento di Stato Americano ha dichiarato che i colpi della coalizione hanno avuto i loro effetti devastatori sui combattenti stranieri. “Un gran numero di loro non è tornato a casa”, ha aggiunto.

Il Primo ministro britannico David Cameron e il suo omologo turco Ahmet Davutoglu si sono impegnati a cooperare sulla condivisione delle liste dei passeggeri di voli civili tra i due paesi. La Turchia che condivide 900 km di frontiera con la Siria è accusata di non controllare a dovere le frontiere per paura di ritorsioni da parte degli uomini dell’ISIS.

La coalizione si ritrova a Londra qualche ora dopo la fine dell’ultimatum sui detenuti giapponesi minacciati di esecuzione se non venivano consegnati 200 milioni di dollari. Non una cifra sparato a caso, ma bensì l’ammontare del sostegno militare promesso dal Giappone ai paesi colpiti dall’ISIS.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
22 Gennaio 2015

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