Stati uniti: bilancio del Super Tuesday

Nel corso di questo Super Tuesday, Mitt Romney sperava di ottenere più delegati possibili e il consenso di più stati possibili. Il favorito ha vinto sì, ma la vittoria ha un gusto retro amaro.  

Mitt Romney:

Favorito nella corsa repubblicana, Mitt Romney è nel mirino degli attacchi repubblicani, ma anche di Barack Obama che identifica Romney come probabilissimo avversario nelle elezioni presidenziali che si terranno a novembre. I sondaggi effettivamente fino ad ora lo hanno sempre dipinto come favorito assoluto anche se ha incassato più di un brutto colpo. Romney dovrà ottenere più vittorie possibili per confermare il proprio stato di favorito assoluto. In diversi Stati e specialmente nell’Ohio ha ottenuto una vittoria al fotofinish con una manciata di voti. Momentaneamente aggiungendo i 437 delegati con i 203 delegati che ha conquistato avrebbe un totale composto da 670 delegati, una cifra ancora lontana dai 1144 delegati necessari per assicurarsi una vittoria alla convention di Tampa ad agosto che consacrerà definitivamente l’anti Obama. C’è dunque ancora un po’ di lavoro da fare.  La Georgia, lo Stato più importante in termini di delegati (76) potrebbe andare a Newt Gingrich. Ma Romney ha concentrato i suoi sforzi sul secondo stato (numericamente parlando) l’Ohio (66), certamente più importante politicamente per lui. Nel cuore di una regione industriale, c’è questo Stato che avrà un ruolo chiave per le presidenziali di novembre. Romney sostanzialmente dunque riporta una vittoria combattuta imponendosi di giustezza nell’Ohio con Rick Santorum (38% contro 37%), più facile la situazione nel Massachusets in cui era governatore (72,1), nel Vermont (39,8%), in Virignia (59%) e nell’Idaho (63,3%).

Rick Santorum:

Santorum candidato di origine italiana, per ora sembra confermare il suo ruolo di Outsider di fronte a Romney ottenendo diverse vittorie quali, Colorado, Iowa e Minnesota disponendo di possibilità economiche ben al di sotto di quelle in possesso dell’ex governatore del Massachussets, Mitt Romney. Soltanto per una manciata di voti l’Ohio gli sfugge dalle mani (37% contro 38%) ma si impone con successo negli stati dell’Oklahoma molto conservatore, imponendosi anche nel Dakota.

Newt Gingrich:

Per coloro i quali lo danno già per spacciato, Newt Gingrich chiede un po’ di pazienza. Conta di rilanciarsi a breve. L’ex presidente della camera dei rappresentanti ed ex eletto in Georgia dopo aver ottenuto una bella vittoria nella Carolina del Sud ha dovuto cedere la propria posizione di Outsider a Rick Santorum. Nonostante i sondaggi lo danno per sconfitto spera di ottenere una serie di vittorie nel Sud per risollevarsi ed evitare di gettare la spugna anticipatamente. Sfortunatamente per lui solo la Georgia lo appoggia mentre in Tennessee si impone Santorum, viene quindi relegato al ruolo di terza posizione.    

Ron Paul:

Ron Paul non ha ancora ottenuto una sola vittoria. Neanche negli Stati in cui contava di ottenere esiti soddisfacenti. L’idaho infatti gli ha preferito Mitt Romney, e il Dakota del Nord a votato Santorum. Rimane dunque l’Alaska dove i risultati completi sono ancora attesi. Anche se prevedibilmente dovrebbe essere Romney ad imporsi. Poco incoraggiante la situazione di un candidato ormai definitivamente fuori dai giochi.

 

Manuel Giannantonio

7 marzo 2012

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