Si spara in Belgio: uccisi due terroristi islamici che fornivano armi alle cellule estremiste

Si spara in Belgio: uccisi due terroristi islamici che fornivano armi alle cellule estremiste

 Belgio attacco a terroristiVERVIERS (BELGIO) — Ora è guerra. L’attentato di Parigi sembra aver innescato ciò che da tanto tempo si sapeva e forse si attendeva: un attacco diretto dell’ISIS in Europa. Non più soltanto «foreign fighters», combattenti europei radicalizzati e formati per essere poi esportati in Siria o altre aree di crisi come veri e propri combattenti; adesso questi estremisti, reclutati molte volte tra le schiere dei giovanissimi migranti di seconda generazione attraverso quella capillare propaganda mediatica dei fondamentalisti islamici che si è rivelata una vera e propria arma da disinnescare, diventano bombe ad orologeria pronte ad esplodere una volta rientrati in Europa. I video diffusi dall’ISIS continuano, con la promessa che lo Stato Islamico «arriverà in tutta Europa, in Belgio, Francia, Germania, Svizzera», con nuovi attentati «contro l’Europa e la Francia» e un incitamento a sgozzare ed attaccare.

Le ultime stime dell’Europol dicono che il numero di europei confluiti nella Jihad conterebbe tra le tremila e le cinquemila presenze, di cui quattrocento provenienti dal Belgio. Il Premier Charles Michel ha annunciato, al termine di una riunione di emergenza, l’aumento del livello di allarme sicurezza, portato ora a 3 su una scala di 4; «misure di prudenza non per nuove minacce ma per operazioni di lotta contro il terrorismo cominciate sul terreno, dopo una lunga preparazione, nel quadro di un’inchiesta giudiziaria e sulla base dei nostri servizi di Intelligence». Una riunione d’emergenza convocata perché proprio il Belgio, questa notte, è stato al centro di uno scontro tra jihadisti e forze speciali di Polizia che ha portato all’uccisione di due terroristi e all’arresto di uno di loro; erano uomini appena tornati dalla Siria e pronti ad entrare in azione. Le ultime notizie parlano anche di persone in fuga.
Una maxioperazione condotta a Verviers, vicino al confine tedesco, unita a controlli e perquisizioni effettuati in molte zone del territorio belga, con esplosivo ritrovato ad Anderlecht e sparatorie segnalate ad Angleur e Amercoeur, non lontano da Verviers. Zone pericolose, dove è alta la presenza di cellule estremiste. Sempre a Verviers sono state trovati prodotti per fabbricare bombe, Kalashnikov e divise da poliziotto.

I tre fondamentalisti coinvolti nel blitz «preparavano un grande attentato», questo quanto intercettato dalle cimici posizionate negli edifici e negli automezzi utilizzati dai tre uomini; un attacco a breve ai danni della Polizia, più altri di «grave entità in tempi imminenti». Un’incursione iniziata alle 17:45 del pomeriggio, con i tre terroristi ad aprire per primi il fuoco con Kalashnikov e armi semiautomatiche dopo essersi accorti della presenza degli agenti pronti a fare irruzione. Un inferno, con le persone a transitare in quella zona costrette a scappare velocemente: «Stavamo risalendo Rues des Ecole e volevamo attraversare alle strisce pedonali di Rue de la Colline, quando un uomo vestito di blu scuro e con il passamontagna sul volto ci ha spinto alle spalle e ci ha detto “correte”»; questa la testimonianza di una donna per strada con i figli proprio nel momento degli scontri: «Abbiamo guardato Rue de la Colline ed abbiamo visto una camionetta blu scura ferma in mezzo alla strada e due persone con il passamontagna e poi c’era un dispiegamento di numerosi poliziotti. Ci siamo messi a correre e in due secondi c’è stata una grossa esplosione e dei colpi d’arma da fuoco a raffica. I miei bambini si sono messi a piangere, li ho spinti ed abbiamo continuato a correre».
La Procura Federale ha lasciato intendere che i tre uomini potrebbero avere legami con Ahmedi Coulibaly, uno degli attentatori di Parigi, con le indagini in corso già da tempo e i tre uomini sotto stretta sorveglianza da settimane perché sospettati di traffico d’armi; proprio in Belgio sarebbero stata acquistate le armi per l’attentato nel supermercato kosher. Già nel pomeriggio a Bruxelles la tensione era alta in seguito alla minaccia fatta da un uomo armato al grido «Allah u akbar» ai danni di tre ragazze vicino alla stazione Ribaucourt della metropolitana della capitale, nella zona di Molenbeek. L’uomo è stato arrestato e sono partite perquisizioni a tappeto nel quartiere.

Paola Mattavelli
16 gennaio 2015

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