Il bambino dello Stato islamico

Il bambino dello Stato islamico

Il gruppo terrorista Daesh ha diffuso un video terrificante che mostra un bambino uccidere a sangue freddo due uomini presentati come spie russe

011115_shep_ISIS_640SIRIA – Daesh non perde occasione per dimostrare che i suoi combattenti sono autentici leoni. Questa volta ha compiuto un ulteriore passo nell’orrore. Un video diffuso, martedì 13 gennaio, mostra un bambino uccidere con una pistola due uomini catalogati come spie dei servizi segreti russi. Intitolato “scoperta di un nemico dall’interno”, il video è sottotitolato in inglese e in russo.
Prima di mostrare l’esecuzione viene diffuso un interrogatorio: i due dicono di essere prigionieri kazaki, parlando in russo. Entrambi spiegano di essere stati inviati dal FSF, i servizi segreti russi, per spiare, vedi uccidere, guardie di Daech.

I due sono ammanettati e in ginocchio con una tenuta di colore grigio. Il cucciolo d’uomo non esita ad impugnare una pistola con la quale spara, senza esitazioni, alla testa dei due ostaggi, che cadono al suolo. La scena si svolge in un territorio deserto e vasto, situato in Siria.
Vendendo il video vengono in mente le parole di Gramellini sul video: “Se questo è un bambino”. Il terrore dell’ISIS non conosce confini e sembra in continua espansione. I bambini di sette anni vengono indottrinati con i principi integralisti ed estremi del gruppo, arrivando a compiere atrocità con la concezione che siano necessarie.

Dopo aver imparato a leggere e a scrivere, si arriva all’addestramento fisico. I bambini si avvicinano alle pratiche del combattimento con la stessa metodologia con la quale si avvicinano alle armi. Impugnano velocemente i kalachnikov.

Un giovane ragazzo intervistato da una TV locale racconta la sua situazione: “Mi alleno al campo”. Alla domanda: “Chi è il tuo emiro?”, risponde: “Abou Bakr al-Baghdadi”, califfo autoproclamato. E alla tipica domanda: “Cosa farai da grande?”, il piccolo risponde: “Taglierò le gole, sarò un mujhaeddin se dio vuole”.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])

14 Gennaio 2015

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