Francia: prime disposizioni politiche dopo gli attentati a Charlie Hedbo

Francia: prime disposizioni politiche dopo gli attentati a Charlie Hedbo

Alle 9h di questa mattina si è tenuta, presso l’Eliseo, una riunione ministeriale sulla sicurezza. Il presidente François Hollande ha ordinato la mobilitazione di 10 000 militari, da oggi a martedì sera, per assicurare la sicurezza dei punti sensibili del territorio

securite-renforcee-en-sarthePARIGI – Le 171 scuole e i luoghi di culto ebraico saranno protetti da oltre 4 700 poliziotti e gendarmi. Inoltre, saranno inviati soldati per rafforzare il dispositivo di sicurezza. Il ministro degli interni francese, Bernard Cazeneuve, ha annunciato la nomina di un prefetto incaricato di coordinare la sicurezza dei siti della comunità ebraica, che è già stato considerevolmente rinforzato. Il prefetto, Patrice Latron, sarà il referente per la sicurezza delle scuole e dei luoghi di culto nel paese.

Manuel Valls, ha dichiarato di essere intenzionata a “migliorare” il sistema degli ascolti amministrativi e giudiziari per renderlo più efficiente. Il Primo ministro, vuole anche generalizzare l’isolamento dei detenuti islamici radicali, sospettati di proselitismo.
Il presidente dei deputati, Christian Jacob, chiederà la creazione di una commissione d’inchiesta sugli attentati. A tal proposito il Primo ministro ha dichiarato a RMT: “Credo che il Parlamento si auguri una commissione d’inchiesta su quello che è accaduto, è legittimo e naturale”.

La cooperazione contro il terrorismo islamico ovviamente è mondiale: Europei, Canadesi, e Americani si sono impegnati domenica a Parigi nel rinforzare la loro cooperazione antiterrorista, dopo gli attentati che hanno scosso la Francia e il mondo intero, ribattezzati “l’11 settembre francese”. La Francia, e non solo, si vede costretta ad amplificare gli sforzi e la collaborazione anche se deve scontarsi con gli Stati Uniti restii nel concedere le loro informazioni e scontrarsi contro l’inquietudine del Parlamento europeo, inquieto sulle minacce proliferate nei confronti della libera circolazione del trattato di Schengen.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
12 Gennaio 2015

 

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