Siria: Cnn in possesso di video che testimoniano il massacro di Homs

Continuano a cadere le bombe del regime di Assad in tutta la Siria, sopratutto a Homs, dove oggi si contano decine di morti e per la prima volta anche l’emittente statunitense, la Cnn, ha annunciato di essere in possesso di video che testimoniano quanto sta accadendo in città. Si tratta di video così crudi che l’emittente ha deciso di non mandarli in onda in quanto riprendono il massacro di molte persone, trucidate senza pietà.

Nei video si contano i corpi di almeno 12 persone freddate brutalmente dall’esercito lealista.
Le prove, ormai ci sono, le sanzioni economiche non sembrano aver scaturito l’effetto desiderato ed il regime di Assad continua a portare morte e distruzione per mantenere un potere che ormai sembra perso.
Ogni giorno muoino in tutto il paese centinaia di persone, la Croce Rossa non ha ancora avuto il via libera per entrare nelle zone più colpite dalla repressione, quelle dove decine di persone ferite attendono soccorsi, e dalle parole di Will Davies, di Avaaz, si può meglio comprendere il perchè di questo “divieto” di accsso: “Il regime prima di garantire l’accesso alla Croce Rossa vuole ripulire il sangue, far scomparire i morti e le prove della atrocità”.
Il regime ha sempre cercato di coprire questi crimini incolpando ipotetici terroristi ma ormai le prove ci sono. Quest’oggi il  premier britannico David Cameron si è rivolta agli alleati di Assad, Cina e Russia, chiedendogli di guardare alle sofferenze della Siria e di ripensare al proprio appoggio a ad “regime crudele”. La risposta di Putin è arrivata poco dopo, il premier russo ha chiesto per la prima volta che a regime e opposizione di fermare lo spargimento di sangue: la Russia si appresta a voltare le spalle ad Assad o è solo un modo per prender tempo?
Per Barack Obama non ci sono dubbi: “La questione non è se, ma quando il regime cadrà”, intanto però le persone continuano a morire e l’unica soluzione plausibile è ancora una volta quella delle sanzioni. Difatti nuove sanzioni arriveranno dall’Unione Europea in settimana.

Intanto quest’oggi sono arrivati in Francia, a Parigi, i corpi dei due giornalisti morti a Homs nel corso di un bombardamento, la giornalista americana Marie Colvin e il fotografo francese Remi Ochlik, che in un primo momento erano stati sepolti dagli attivisti siriani proprio a Homs per poi venir recuperati dall’esercito lealista che li ha consegnati  all’ambasciatore francese in Siria e a un rappresentante dell’ambasciata polacca, che cura gli interessi degli Stati Uniti.

Fin ora la repressione contro i manifestanti anti-Assad ha fatto più di 9.000 vittime, molte delle quali bambini.

Enrico Ferdinandi

4 marzo 2012

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