Almeno duemila morti a Baqa per mano di Boko Haram. Cadaveri nelle strade

Almeno duemila morti a Baqa per mano di Boko Haram. Cadaveri nelle strade

 Bomb blast in Kaduna NigeriaBAQA (NIGERIA) — Estremismo, integralismo, terrorismo, jihadismo. Per queste quattro parole la città di Baqa «non esiste più».

Siamo nel nordest della Nigeria, nello Stato del Borno, che strage dopo strage è ora controllato per il 70% dal gruppo integralista di Boko Haram. Almeno duemila le vittime in una città che ne contava diecimila. Chi è fuggito lascia indietro i morti che non è riuscito a seppellire, con i cadaveri abbandonati per le strade. Scappano attraversando il vicino lago Ciad, morendo annegati o rimanendo «in centinaia intrappolati sulle isole» dopo che le piccole barche usate sono definitivamente affondate; da giorni ormai «stanno morendo di fame e di stenti», stessa sorte dei feriti e degli anziani nascosti nella foresta.

Boko Haram non perdona e quando passa lascia solo morte e distruzione, con le città rase la suolo, devastate e date alle fiamme. Una carneficine compiuta con i machete o con colpi d’arma da fuoco; nessuno è stato risparmiato, bambini, donne ed anziani massacrati uno ad uno, inseguiti per le strade e nella foresta, prima mutilati e poi uccisi. Amnesty International parla del «peggior massacro nella storia di Boko Haram». E si teme che l’approssimarsi delle elezioni legislative e presidenziali del 14 febbraio porti nuovi sanguinosi assalti per mano di Boko Haram.

Ormai sono sedici i villaggio vicini conquistati uno dopo l’altro. E i ribelli non si fermano qui, minacciando il Camerun con un video trasmesso in rete, perché «non si può essere veri musulmani se si segue la democrazia. Dovete evitarla. Soltanto seguendo la via di Dio potrete evitare la nostra inimicizia».

Paola Mattavelli
9 gennaio 2015

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