Cina: grave inquinamento ambientale

La Cina ha ammesso, venerdì 2 marzo, che due terzi delle proprie città oltrepassano la soglia dell’inquinamento atmosferico previsto dalle nuove norme ambientali. Cedendo alla pressione popolare, il governo cinese ha ordinato mercoledì la messa in atto da qui alla fine dell’anno delle nuove misure contro l’inquinamento, specie contro le particelle più pericolose che entrano direttamente e in maniera profonda nei polmoni.

L’obbligo delle nuove norme dell’inquinamento ambientale si applicheranno da quest’anno a tutte le capitali delle province e delle regioni così come a Shangai e a Pechino. “Dopo la messa in atto delle nuove norme, due terzi delle città della nostra nazione potranno soltanto godere della qualità dell’aria” ha ammesso in maniera piuttosto azzardata il vice ministro Wu Xiaoqing, “ciò prova l’ampiezza della sfida che dobbiamo affrontare” ha successivamente ammesso il ministro incaricato della salvaguardia dell’ambiente. Le nuove norme cinesi devono ovviamente rispondere alle raccomandazioni dell’organizzazione mondiale della salute (OMS) per lottare con l’inquinamento atmosferico nei paesi in via di sviluppo, ma i limiti scelti restano tre volte più elevati degli obiettivi consigliati dall’OMS. Le autorità hanno frequentemente accusato negli ultimi mesi di sottovalutare la gravità della situazione ambientale nelle zone urbane. La Cina, seconda potenza mondiale e primo mercato dell’automobile mondiale, vede il proprio ambiente minacciato dalle numerose aziende inquinanti. Inoltre il paese ricava più del 70% della propria energia dalla combustione del carbone dato che la conferma come prima nazione per quanto concerne l’emissione di gas a effetto serra.

Manuel Giannantonio

3 marzo 2012

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