“Je suis Charlie”. Il mondo si stringe intorno a Parigi. Le parole dei Leader mondiali

“Je suis Charlie”. Il mondo si stringe intorno a Parigi. Le parole dei Leader mondiali

Pino Daniele:decine di fans in fila davanti a camera ardente

PARIGI- Una folla di migliaia di persone si è radunata a Place de la Republique urlando lo slogan: “Je suis Charlie”. È stata la reazione spontanea dei parigini all’attacco terroristico di stamani, quando, all’interno della redazione del giornale satirico Charlie Hedbo tre uomini hanno fatto irruzione ed ucciso 12 persone: 7 giornalisti, 2 agenti assegnati alla protezione del direttore, il direttore, un ospite che era stato invitato alla riunione di redazione e il portiere dello stabile.

Tutto il mondo oggi si è raccolto intorno a Parigi.

Dall’Italia il premier Matteo Renzi– intervenuto all’Ambasciata di Francia-  ha commentato l’attentato affermando che “la violenza perderà sempre contro la libertà e la democrazia”. “Oggi piange tutta l’Europa, tutto il mondo libero, tutti gli uomini e le donne che credono nella libertà e nella ragione”. Ed ha proseguito: “E’ un gesto di terrore senza fine, abbiamo il dovere di reagire. Siamo tutti francesi perché la libertà è l’unica ragion d’essere per l’Europa. Nelle prossime settimane l’Europa intera dovrà dare un messaggio di unità molto forte contro ogni estremismo”, conclude parlando in francese.

“Gesto vile ed esecrabile”, ha commentato invece Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Intanto oggi il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di analisi strategica Antiterrorismo che avrà il compito di esaminare la minaccia terroristica.

Dalla Germania, la Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato: “Questo atto abominevole non è soltanto un attacco alla vita dei cittadini francesi e alla loro sicurezza. È anche un attacco alla libertà di parola e di stampa, elementi fondamentali della nostra cultura libera e democratica. Non lo si può giustificare in nessuna maniera”.

Il presidente americano Barack Obama condanna con forza l’orribile sparatoria negli uffici di Charlie Hebdo e afferma di aver dato direttive alla sua amministrazione affinché fornisca “ogni assistenza necessaria per contribuire a portare questi terroristi davanti alla giustizia”. “L’Islam” – dice il portavoce americano Josh Earnest– “ è una religione pacifica ed è una sfortuna vedere questi estremisti radicali”. “Gli Stati Uniti” –ha aggiunto- “lavoreranno per proteggere gli americani in casa e all’estero e sono “consapevoli” del rischio di attacchi da parte di combattenti stranieri disposti a dare la loro vita per la loro causa”. “Di volta in volta”- ha detto Obama- “ la popolazione francese ha difeso i valori universali”. “La Francia e la magnifica città di Parigi dove è avvenuto l’attacco offrono al mondo un esempio che durerà ben oltre la visione odiosa di questi killer”. “Ogni americano è con voi”, aggiunge il segretario di Stato americano John Kerry. “Il mondo non si arrenderà” ai terroristi, ha rimarcato Kerry parlando anche in francese (cosa che nei discorsi ufficiali americani non si fa mai). “Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo”. “Gli omicidi a Parigi sono nauseanti. Siamo con il popolo francese nella lotta contro il terrore e per la difesa della libertà di stampa”, scrive su Twitter il Premier britannico David Cameron.

Una “doppia condanna” arriva dalla Santa Sede: per l’assassinio dei giornalisti e per l’attentato alla libertà di stampa. “Un terribile atto di violenza”.

Le “Condoglianze” al Paese anche arrivano anche dal presidente russo Vladimir Putin che “condanna fermamente” l’attacco di Parigi ed “il terrorismo in tutte le sue forme”.

Una condanna che arriva anche dalla Lega Araba e l’università cairota di Al Azhar, la massima istituzione religiosa dell’islam sunnita. Per Nabil al-Arabi, segretario generale della Lega, quello di stamane: “è un attacco terroristico che va condannato con forza”. Al-Azhar ha ricordato che “l’Islam è contro ogni violenza”. Stessa linea espressa dal rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur: “E’ una dichiarazione di guerra clamorosa. I tempi sono cambiati, stiamo entrando in un nuovo periodo di questo confronto”.

Mirko Olivieri

7 gennaio 2015

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