Siria, è guerra a Baba al-Amro: morti 25 civili

È vera e propria guerra a Homs dove secondo fonti attiviste le truppe del presidente Assad hanno fin ora ucciso in tutto il paese almeno 57 (25 solo a Homs) persone nel corso di attacchi a presidi dell’esercito siriano libero.
Sono molti i giornalisti ancora “intrappolati a Homs”, forse l’attenzione dei media è così alta nei loro riguardi proprio perché occidentali e ci si scorda fin troppo spesso delle centinaia di cittadini che ogni dì rischiano di morire di una morte violenta e insensata.

Sta di fatto che il fotografo britannico Paul Conroy, del Sunday Times è stato trasferito nel Libano mentre non si hanno più notizie della giornalista francese rimasta ferita durante il bombardamento che causò, la scorsa settimana, la vita a due altri giornalisti (sempre a Homs).

La Francia ha affermato che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sta cominciando a lavorare su una bozza di risoluzione sulle violenze in Siria (ma dietro l’angolo c’è pronto il veto di Russia e Cina) e sulla necessità di avere accesso per gli aiuti umanitari a Homs e nelle altre zone colpite. A ciò stanno lavorando anche gli uomini della Croce Rossa ma fin ora con scarsi risultati.
Ricordiamo che Homs è da oltre tre settimane sotto assedio, interi quartieri sono completamente distrutti, centinaia di persone sono morte ed altrettante sono ferite e necessitano quanto prima di cure adeguate. Secondo gli attivisti da ieri notte le truppe della quarta divisione, comandate dal fratello di Assad, Maher, sono arrivate a Baba Amro (quartiere semi-distrutto simbolo delle rivolte) e stanno devastando le strade principali del quartiere con pesanti bombardamenti.
Mentre la situazione in Siria sta degenerando prendendo una strada che sembra non aver ritorno Adnen Monssar, consigliere del presidente della Tunisia, Moncef al-Marzouki, ha detto: “La Tunisia è pronta in linea di principio a garantire asilo politico a Bashar al-Assad e alla sua famiglia, se questa proposta contribuirà a fermare il bagno di sangue”.
Dal canto suo Assad ha portato avanti ancora una volta la stessa versione: stiamo combattendo contro gruppi di terroristi armati sostenuti dall’estero e solo grazie ai suoi principali alleati (Russia, Cina e Iran)  fin ora è stato scongiurato un intervento teso a rovesciare il regime.

Enrico Ferdinandi

28 febbraio 2012

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