Siria: referendum costituzionale trionfa il sì

Le autorità siriane si sono congratulate dei risultati del referendum sulla nuova costituzione, approvata dal 90% dei votanti nel momento in cui la Francia reclamava un intervento della giustizia internazionale per sanzionare la repressione da parte di Damas. Più del 57% degli elettori si sono recati domenica alle urne per pronunciarsi sulla costituzione, secondo le cifre ufficiali svelate lunedì, mentre i militanti pro-democratici avevano affermato che numerose cabine elettorali erano rimaste chiuse.

“ C’è stata una grande affluenza nonostante i tentavi da parte dei terroristi di impedire ai cittadini di esercitare liberamente il loro diritto di voto, cosa che hanno potuto fare in tutta libertà e con la massima trasparenza” ha affermato il ministro degli interni Mohammed Ibrahim al-Chaar. La nuova costituzione abolisce la supremazia del partito Baas al potere da circa mezzo secolo, ma mantiene larghe prerogative per il capo di stato. La modifica della legge fondamentale fa parte delle riforme promesse dal regime, che rifiutando di ammettere l’ampiezza della contestazione, si avvale dell’appoggio del popolo per venire a capo della rivolta assimilata Al consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU (organizzazione delle nazioni unite) la Francia ha richiesto l’intervento della giustizia internazionale per sanzionare Damas, che tuttavia non risulta uno stato compreso dalla convenzione di Roma che stabilisce la Corte penale internazionale. La repressione della contestazione ha fatto più 7600 morti in soli undici mesi, secondo l’osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH). Lunedì, 29 siriani di cui sei soldati, sono stati uccisi e altre decine feriti attraverso il paese che rimane travolto da un ondata di violenza intensa. La croce rossa spera che dopo molteplici giorni di negoziazioni, si riesca ad evacuare i feriti, tra i quali la giornalista francese Edith Bouvier e il fotografo britannico Paul Conroy. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy ha affermato che la situazione è attualmente molto complessa e tesa. Il comitato internazionale della croce rossa (CICR) è entrato nella città ribelle di Hama, distribuendo aiuti a circa 12 000 persone secondo un portavoce dell’organizzazione umanitaria. Ad Alep, secondo città del paese lievemente toccato dalla contestazione, alcune centinaia di studenti hanno manifestato, chiamando la “ morte del presidente” Bachar el Assad. Il primo ministro Qatari ha stimato che la comunità internazionale dovrebbe fare quanto possibile per fornire aiuti.

Manuel Giannantonio

28 febbraio 2012

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