Iraq: oltre 15 000 morti nel 2014

Iraq: oltre 15 000 morti nel 2014

Le violenze in Iraq sono costate la vita ad oltre 15 000 persone nel 2014, l’anno più violento dal tragico 2007, come riportato dalle cifre del bilancio redatto dal governo giovedì. L’organizzazione delle Nazioni Unite ha rilevato 12 282 vittime nel 2014

attentato-baghdadIraq – Più di 22 000 persone sono state ugualmente ferite durante questo periodo macchiato dal sangue e dall’offensiva condotta dai jihadisti dello Stato islamico della Siria e del Levante (ISIS), che si è appropriato di vasti territori iracheni.

Gli iracheni continuano a subire le sofferenze generate dalla violenza del terrorismo estremo. L’anno appena trascorso si caratterizza per l’intensità delle violenze e per aver raggiunto il maggior numero di vittime dal 2007. Un dato terrificante ed estremamente triste come ha deplorato l’inviato speciale dell’ONU, Nickolay Mladenov, in un comunicato.
Secondo i numeri del bilancio redatto dal ministero della Salute, degli Interni e della Difesa, 15 538 persone sono morte nel 2014, ossia il doppio del 2013 (6 522 morti). Occorre risalire al 2007 per trovare bilanci di questa terribile portata. Fu un anno pieno di conflitti tra sciiti e sunniti che provocarono la morte di 18 000 persone.

Il 2014 è stato uno degli anni più dolorosi per il popolo iracheno a causa dell’offensiva dell’ISIS, come sostenuto dal Primo ministro iracheno Haidar al Abadi.

Gli scontri sono iniziati lo scorso gennaio, con colpi nella provincia occidentale di Anbar, nella frontiera siriana. La presa di Falluja ha segnato l’inizio dell’assalto condotto proprio dallo Stato islamico. Successivamente l’ISIS si è impadronita del Mossul, la seconda città del paese, e di alcuni territori in cinque province irachene, prima di spingersi verso il nord ad agosto dove si è scontrato con la resistenza della regione autonoma del Kurdistan.

Una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha fornito un appoggio aereo che ha permesso alcuni raid contro le posizioni ultraradicali Sunnite accusate dall’ONU di crimini contro l’umanità.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
2 Gennaio 2015

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