Siria, massacro a Homs: nuove sanzioni dall’Unione Europea

Ieri in Siria si è votato per un referendum sulla nuova costituzione proposta dal regime che se approvata o meno cambierà ben poco in quanto l’esito positivo farebbe si che non vi sia più un solo partito (quello di Assad) ma di fatto all’attuale presidente resterebbero la maggior parte dei poteri decisionali.

Così da una parte centinaia di cittadini si sono riversati alle urne a Damasco, Aleppo e altre grandi città, dall’altra sono continuati i bombardamenti che da oltre due settimane stanno devastando gran parte del paese e causando decine di morti ogni giorno, in queste città l’opposizione ha boicottato le urne: la Siria si è così trovata spaccata in due.
Continuano intanto, mentre si attende il verdetto del referendum, i bombardamenti a Homs, città semidistrutta e dove si trovano diversi giornalisti occidentali bloccati e feriti, per l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), in esilio a Londra, solo domenica sarebbero morte altre 31 persone a seguito degli scontri tra disertori e forze governative, la repressione si fa sempre di più guerra civile. In molte città la situazione è drammatica, la Croce Rossa sta tentando, senza successo di chiedere un blocco degli scontri giornaliero di almeno 2 ore per poter soccorrere i feriti ma fin ora il regime non ha dato spiragli di trattativa.
Intanto dopo la riunione a Tunisi degli “amici della Siria” dall’Unione Europea arrivano  nuove sanzioni che colpiranno il settore finanziario ed economico, in particolare le transazioni della banca centrale siriana e l’export di metalli preziosi, come l’oro, e di diamanti. Saranno inoltre apportate misure restrittive ai voli di cargo e sono stati bloccati i visti di ingresso nell’Ue e congelati i beni a sette ministri ritenuti colpevoli di aver violato le leggi internazionali umanitarie.
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha affermato prima dell’approvazione delle nuove sanzioni: “Io insisterò sull’esigenza di trovare il modo perché vi sia una tregua umanitaria, che è assolutamente indispensabile dopo quello che stiamo vedendo a Homs, dove la Croce Rossa non riesce neppure ad entrare e neppure l’organizzazione equivalente (come la Mezzaluna Rossa, ndr). Si tratta di un momento estremamente critico. Ma dopo la conferenza di Tunisi, venerdì scorso, la coalizione politica dei paesi che sostegno la Lega Araba si è estremamente rafforzata. Quindi esiste una condizione di carattere generale che va sempre di più nella direzione dell’abbandono del potere da parte di Assad, ma è ancora tutto da vedere”.

Enrico Ferdinandi

27 febbraio 2012

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