Rogo Corano, ad uccidere i due consiglieri Usa una spia afghana

Dopo il ritrovamento di due consiglieri americani uccisi a colpi d’arma da fuoco all’interno dei loro uffici, presso il ministero degli Interni afgano il generale americano John Allen, a capo delle forze Isaf in Afghanistan, ha deciso ieri pomeriggio di ritirare tutto il personale militare della Nato che lavora nei ministeri afgani.

Subito dopo anche il ministero degli Esteri britannico ha annunciato di ritirare temporaneamente i suoi consiglieri presso le istituzioni di governo a Kabul.
Il Pentagono ha condannato l’omicidio degli americani messo in atto da un poliziotto afghano infiltrato nel ministero dell’Interno affermando che ciò è inaccettabile. Il governo di Kabul ha assicurato che fornirà una collaborazione completa alle indagini e intende prendere “misure più forti per la protezione del personale dell’Isaf”.

Nonostante ciò in tutto l’Afghanistan, sopratutto a Kabul resta altissima la tensione.
Ricordiamo che tutto è nato dal il ritrovamento di alcune copie del Corano bruciate in una base militare americana di Bagram. Da una settimana sono in corso proteste contro gli Usa ed Obama. Tensione ancora più alta dopo che una ventina di deputati nel corso di una seduta d’ emergenza del Parlamento hanno dichiarato approvazione per l’uccisione dei due consiglieri americani invitando i cittadini a proseguire nelle proteste anti-Usa.
Oggi  il presidente afghano Karzai ha lanciato un appello alla calma, in un messaggio trasmesso in tv ha chiesto di metter fin alle violenze: “Ora che abbiamo mostrato i nostri sentimenti, è tempo di essere calmi e pacifici” in modo da non lasciare che i nemici del Paese sfruttino i loro sentimenti.
Karzai ha poi ricordato che fin ora le violenze hanno fatto  29 morti e 200 feriti, e per questo motivo ha “ordinato alle forze di sicurezza di stare allerta e di proteggere le vite e le proprietà delle persone”. Infine ha espresso rammarico per la morte dei due consiglieri americani precisando che però non è ancora chiaro  se a sparare sia stato un afgano o uno straniero, anche se ha confermato che il principale sospettato è un agente che lavorava per l’intelligence del dicastero.

Enrico Ferdinandi

26 febbraio 2012

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