Afghanistan, rogo Corano: 8 morti, uccisi due consiglieri Usa a Kabul

Proseguono per il quinto giorno le proteste nate dal ritrovamento di copie del Corano bruciate nella base Nato, degli Usa, di Bagram da parte di alcuni cittadini che stavano lavorando come inservienti.
Negli ultimi giorni si sono contati oltre 30 morti, centinaia i feriti.

La situazione più critica si registra a Kabul, nella capitale afghana anche oggi sono stati avvertiti colpi d’arma da fuoco nei pressi del ministero dell’Interno, poco dopo si è scoperto della morte di due consiglieri americani che si trovavano all’interno dello stabile. Secondo alcune fonti delle tv locali, sembrerebbe che gli spari siano stati preceduti da uno scontro verbale.
Alta tensione anche nel nord del paese, a Kunduz è stata data alle fiamme un ala i un ufficio delle Nazioni Unite ed in tutto il paese le proteste anti-Usa non sembrano destinate a placarsi in tempi brevi.
Oggi si registrano sei nuove vittime (che con la morte dei consiglieri Usa a Kabul portano la conta a 8 persone), fra civili ed agenti della polizia, tre sono morti a Kunduz, gli altri a Logar (a sud di Kabul).
Violenze anche   nella provincia orientale di Laghman, dove si contano almeno dieci feriti  dopo che folla ha tentato di assaltare la sede del governatorato.
Jamyatullah Hameedi, vice governatore di Laghman, ha detto: “hanno scatenato una sassaiola contro la polizia e contro la sede del governatorato”.

Enrico Ferdinandi

25 febbraio 2012

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