Sei manifestanti uccisi in Afghanistan

Sei manifestanti sono stati uccisi in Afghanistan in due giorni di manifestazione contro la profanazione di esemplari del Corano nella base americana di Bagram, obbligando Hamid Karzai a lanciare mercoledì un appello alla calma. Il presidente afgano ha chiamato i propri concittadini alla calma e alla fine delle violenze. “

Le forze di sicurezza non dovrebbero aver bisogno di ricorrere alla violenza nel corso delle manifestazioni, ma al contrario dovrebbero proteggere la vita dei civili”, ha dichiarato il capo di Stato in un comunicato, dichiarandosi triste per la scomparsa dei civili. Un ultimo bilancio ha confermato la morte di sei persone in due giorni. Citando alcuni rapporti della polizia, un alto responsabile afgano alla sicurezza ha dichiarato che alcuni impiegati occidentali lavorano nella sicurezza su un campo militare americano di Kabul e hanno aperto il fuoco sui manifestanti ferendo molti di loro. I responsabili della forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) hanno assicurato che non era assolutamente al corrente di questa notizia. Dei manifestanti feriti interrogati nella periferia nei pressi della capitale, hanno dichiarato che la polizia afgana era all’origine dei colpi sparati. Le autorità afgane hanno aperto un inchiesta che dovrebbe permettere di comprendere che della polizia afgana o straniera, ha sparato sulla folla. Due manifestanti sono stati uccisi dalla polizia mercoledì nella provincia di Parwan nel Nord della capitale, sede della base militare di Bagram, ha dichiarato il portavoce del governo locale. Tredici altre persone sono state ferite.  “ I manifestanti hanno attaccato la sede del distretto della provincia e sono stati uccisi dalla polizia” ha precisato. Un altro manifestante è stato ucciso nella provincia di Logar, nell’Est della capitale, secondo il portavoce del governo. Il portavoce del ministro della sanità afgano invece ha annunciato che un manifestante è deceduto all’ospedale di Kabul in seguito a ferite provocate da arma da fuoco. Altrove nel paese, 24 manifestanti sono stati feriti la maggior parte nella capitale. Secondo il responsabile della polizia criminale di Kaboul, Mohamed Zahir, 21 persone tra i quali undici poliziotti, sono stati feriti nella capitale. L’ambasciata degli Stati Uniti è stata chiusa e ha consigliato al personale di non uscire specificando che qualsiasi spostamento è stato sospeso. Alcuni manifestanti si sono riuniti in un sobborgo di Kabul l grido di “Morte all’America” e “ Morte al presidente Hamid Karzai”, secondo quanto riportato da alcuni testimoni. Una parte del complesso residenziale occupato dagli impiegati stranieri è stata incendiata da vari manifestanti. L’indignazione ha per altro, raggiunto il Parlamento afgano dove alcuni deputati hanno urlato “ Morte all’America”. Nel frattempo le manifestazioni si sono estese anche in altre città. I media locali riportano che dei manifestanti hanno agito anche a Herat, nell’Ovest vicino all’Iran. Il segretario americano alla difesa, Leon Panetta ha pubblicato un comunicato di scuse per il “ trattamento inappropriato” del sacro libro dell’Islam ed ha aggiunto che un inchiesta dell’Otan su questo incidente è già in corso.

Manuel Giannantonio

23 febbraio 2012

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