Nuove manifestazioni anti wade in Senegal

L’opposizione senegalese ha chiamato una manifestazione vietata lunedì a Dakar contro la candidatura del capo di stato Abdoulaye Wade alle presidenziali di domenica, facendo credere a possibili violenze simili a quelle verificatesi tre giorni fa generando due morti e numerosi feriti. In totale sei persone sono morte nelle violenze legate alla contestazione, dalla fine di gennaio della candidatura di Abdoulaye Wade, 85 anni dei quali 12 al potere.”

Noi lanciamo un appello a manifestare alle 15H00 ora locale in piazza dell’Indipendenza” ha dichiarato Alioune Tine, coordinatore del movimento del 23 giugno (M23), una coalizione di partiti dell’opposizione e di organizzazione della società civile. Abdoulaye Wade è diventato secondo lui “ nella sua volontà di restare al potere, sordo, cieco e muto”. Precedenti appelli del M23     ad unirsi in piazza dell’indipendenza, situata nel centro città e in prossimità del palazzo presidenziale, hanno generato violenze tra i manifestanti, in gran parte dei giovani. La repressione delle forze dell’ordine con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua hanno fatto almeno una ventina di morti da venerdì, due morti in periferia, e uno nella provincia. Le manifestazioni si sono estese domenica sera in altri quartieri e periferie della capitale. Un giovane uomo è morto a Rufisque, nella periferia di Dakar, dopo essere stato ferito alla testa da un sasso nel corso di tafferugli contro la polizia. Nel corso di una settimana, le forze dell’ordine hanno impedito le manifestazioni dell’opposizione a     Dakar. Ma milioni di Anti Wade, essenzialmente dei giovani, hanno violato questa imposizione provocando una guerriglia urbana nel cuore della città. Domenica, mentre l’M23 non ha manifestato, ma hanno realizzato una riunione di fedeli della confraternita musulmana dei Tidiane davanti a una moschea di Dakar che è degenerata in violenze contro le forze dell’ordine. Il ministro degli interni, ha presentato le proprie scuse e quelle della polizia per “l’incidente deplorevole” delle granate lacrimogene nella moschea, che ha qualificato come un ‘errore della polizia. E in questo clima di grandissima tensione che l’ex presidente nigeriano Oleusum Obasajo deve arrivare a Dakar martedì per dirigere una missione umanitaria dell’Union africana (UA), incaricato di osservare lo scrutinio. Obasanjo era contrario nel 2006 di rinunciare al terzi mandato alla testa della Nigeria sotto la pressione dell’opposizione. L’opposizione spera che Obasanjo arriverà a convincere Wade a rinunciare a ripresentarsi, “sarebbe una saggia decisione”, secondo Alioune Tine. L’M23 stima che Wade, eletto nel 2000 e rieletto nel 2007, ha concluso i due mandati legati e giudica illegale la sua nuova candidatura, cosa ampiamente contestata dai sostenitori di Wade che ricordano che questa eventualità sia abbondantemente prevista dalla costituzione del paese.

Manuel Giannantonio

21 febbraio 2012

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