Giappone: Shinzo Abe capo del nuovo governo

Giappone: Shinzo Abe capo del nuovo governo
Il nuovo primo ministro Shinzo Abe

Maggioranza per il Primo ministro giapponese, nonostante un’astensione record.

Il nuovo primo ministro Shinzo Abe
Il nuovo primo ministro Shinzo Abe

Tokyo – In un Giappone che ha visto succedersi 17 ministri e spesso visto modificarsi lo status internazionale, Shinzo Abe, il capo governo conservatore, dovrebbe imporsi come uno dei leader più significativi della storia del paese. Domenica, ha ottenuto una larga vittoria elettorale ed è riuscito nonostante, due anni al potere con risultati economici non del tutto soddisfacenti, ad accrescere la maggioranza al Parlamento. Secondo le ultime proiezioni, la sua formazione, il PLD, avrebbe ottenuto più di 300 seggi sui 475 che conta l’assemblea. Il suo primo collaboratore, Komeito, ha ottenuto 30 rappresentanti. Insieme le due formazioni lavoreranno per i prossimi quattro anni più i due terzi dei seggi e potranno usare questa maggioranza per far votare, le leggi da loro scelte. Inoltre, potranno operare importanti modifiche al testo costituzionale.

Il partito d’opposizione ha dunque subito una pesante sconfitta. Nella capitale, il leader della formazione Banri Keida, è stato sconfitto da un candidato del PLD. Si tratta dell’ex Primo ministro al potere nel 2011, nel contesto dello tsunami e della catastrofe di Fukushima.
Il Partito comunista, che milita contro il nucleare, gli accordi di libero scambio e il rafforzamento delle capacità militari del Giappone difesi da Shinzo Abe, sembra essere una delle rare formazioni d’opposizione ad aver resistito al malcontento espresso in queste votazioni dalla middle class. La formazione dell’estrema sinistra vede così raddoppiarsi il numero dei suoi eletti alla Camera che erano 8 nella precedente legislatura.

Intervenuto in televisione, Shinzo Abe, pur considerando l’ampiezza della propria vittoria ha preso le distanze dal trionfalismo. Ha riconosciuto di essere dispiaciuto dalla scarsa affluenza. La partecipazione elettorale infatti è stata quantificata con 105 milioni di elettori. L’astensione è stata del 48%, il più alto livello dalla fine della seconda guerra mondiale.
Perfettamente cosciente di questo limite, il Primo ministro ha diramato i punti focali del suo governo dichiarando di primaria importanza il rilancio economico del paese considerando la recessione nella quale versa dallo scorso settembre.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
15 Dicembre 2014

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