Bahrein: la polizia reprime manifestazioni nell’anniversario della rivolta

Le forze antisommossa hanno violentemente represso martedì dei manifestanti Sciiti segnando l’anniversario del debutto della contestazione in Bahrein, dove la repressione ha fatto precipitare il paese verso un impasse politico. Nella mattinata giovani manifestanti hanno cercato senza successo di raggiungere la piazza della perla, simbolo della contestazione a Manama, che è stata circoscritta da un impressionante dispositivo di sicurezza.

I giovani hanno manifestato rispondendo a l’appello della coalizione dei “giovani del 14 febbraio”, un gruppo radicale che utilizza le reti sociali per mobilitare i suoi sostenitori. Sono state lanciate granate lacrimogene secondo alcuni attivisti. Diversi protestatari di cui almeno 9 donne sono state arrestate, secondo Mohamed Mascati, presidente dell’associazione dei giovani del Bahrein per i diritti dell’uomo. L’agenzia di stampa ufficiale BNA ha reso noto l’arresto di un gruppo di sabotatori che saranno perseguiti dalla giustizia. La stessa agenzia ha inoltre riferito che dei sabotatori hanno incendiato un trasformatore elettrico ad Almuqsa, un villaggio sciita nei pressi di Manama, e attaccato con cocktail a base di molotov degli agenti della difesa civile che tentavano di spegnere l’incendio. La polizia si è mobilitata in massa sui principali punti che circondano i villaggi sciiti che circondano Manama, per impedire ai loro abitanti di raggiungere le manifestazioni, secondo dei testimoni. Le autorità hanno moltiplicato le restrizioni nell’occasione dell’anniversario della rivolta, astenendosi di rilasciare i visti per la stampa internazionale. Alcuni dei giovani manifestanti giunti dai villaggi sciiti tra i quali Sanabès, sono riusciti arrivare fino a circa 500 metri dalla piazza perla, secondo i testimoni. Da domenica. Dei militanti tentano di superare le forze dell’ordine e di marciare su piazza della perla. Ma i partiti dell’opposizione tradizionale diretti dal Wefaq, non hanno sostenuto l’appello a marciare sulla piazza. Il re Ben Issa Al-Khalifa in questa situazione ha chiamato alla “coesione” tra le comunità sciite e sunnite più che mai divise. Ha spronato “uno spirito di coesione e di riunificazione tra tutte le componenti del popolo in un discorso alla nazione nel corso del quale non ha fatto allusione all’anniversario della rivolta. In un comunicato espresso in serata, il Wefaq ha denunciato “la dittatura e la tirannia” del potere che segue le vera soluzione politica sulla via del cambiamento democratico. Gli Stati Uniti hanno chiamato lunedì  alla “moderazione” in Bahrein, invitando tutte le parti a evitare la violenze e a trovare il mezzo di instaurare un vero dialogo sull’avvenire politico del paese.            

Manuel Giannantonio

15 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook