Iran: limitati gli accessi a internet

Più di 30 milioni di iraniani non hanno potuto accedere  ai loro messaggi Gmail nel periodo compreso tra giovedì 9 e sabato 11 febbraio, un dato enorme considerando che il paese è composto da 75 milioni di abitanti. Non solo l’accesso a Gmail è stato completamente interrotto come evidenzia in maniera chiara il Transpernecy Report di Google sul traffico dei servizi, ma anche le messaggerie Yahoo e Hotmail sono state ugualmente bloccate, secondo il bilancio eretto sabato dall’agenzia ufficiale Mehr su questo caso. Nessuna ragione o spiegazione plausibile è stata fornita dalle autorità sul verificarsi di questo evento.

Il deputato conservatore Ahmad Tavakoli, interrogato dalla medesima agenzia, ha affermato che delle spiegazioni dovevano assolutamente essere date alla popolazione mentre il deputato Ali Motahari ha dichiarato che il ministero delle comunicazioni e dell’industria apriranno un inchiesta. Questi tagli agli accessi sulla rete sono stati concomitanti con le celebrazioni organizzate nell’occasione del 33° anniversario della rivoluzione. Evocato anche un appello a manifestare il 14 febbraio 2012, lanciato dai rappresentanti del movimento verde, per l’anniversario dell’ultima manifestazione dei partigiani dell’opposizione, che è stato organizzato in solidarietà con i movimenti popolari nel mondo arabo. Infine delle voci dissidenti si fanno strada in rete a qualche settimana dalle elezioni legislative del 2 marzo, chiamando a un boicottaggio delle elezioni. In questo contesto, il controllo dell’informazione su internet potrebbe essere una preoccupazione maggiore e più rilevante per le autorità. L’accesso a internet è già stato negato a diverse riprese nel paese, specialmente nel corso della repressione che ha seguito la rielezione contestata del presidente Ahmadinejad nel 2009. I siti stranieri come i sociale network Facebook e Twitter o Youtube sono vietati in Iran. La polizia di rete, creata più di anno fa, persegue le attività considerate illegali e lo sviluppo di spazi sociali immorali su internet. Le autorità iraniane hanno già evocato il progetto di mettere in atto una rete nazionale, sul modello cinese, che miri a rimpiazzare il motore di ricerca Google, ma queste intenzioni non sono state effettivamente prese in considerazione.       

Manuel Giannantonio

14 febbraio 2012

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