Hamas minaccia la riconciliazione palestinese

Le divergenze sempre più visibili tra la direzione in esilio di Hamas e i capi del movimento islamico nella striscia di Gaza complicano e minacciano la laboriosa riconciliazione con il Fatah del presidente palestinese Mahmoud Abbas. Uno dei principali responsabili di Gaza che ha governato Hamas , Mahmoud Zahar, ha descritto come un “errore” l’accordo concluso il 6 febbraio a Doha dal capo del movimento, Khaled Mechaal con Abbas, confidando a quest’ultimo la direzione di un governo transitorio indipendente incaricato di organizzare delle elezioni come previsto dall’accordo di riconciliazione.

L’accordo deve essere rivisto, i dirigenti di Hamas all’interno e all’estero si riuniranno dunque su questa questione nei prossimi due giorni. Una parte della direzione di Hamas rimprovera a Mechaal di aver accettato troppe concessioni per la riconciliazione dicendosi di essere pronto a concedere una chance ai negoziatori con Israele. “L’Hamas non rinuncerà a l’affronto armato con il nemico sionista” aveva dichiarato il 23 gennaio Zahar, due giorni dopo l’annuncio ufficiale che Mechaal non si augurava di ripresentarsi a capo dell’ufficio politico. La formazione dell’esecutivo provvisorio deve essere annunciata ufficialmente nel corso di una riunione al Cairo dell’organizzazione di liberazione della Palestina, allargata a Hamas e alla Jihad islamica, prevista inizialmente il 18 febbraio, ma posticipata a una data aggiuntiva. Un’altra questione cruciale dei servizi di sicurezza tra la Cisgiordania e Gaza governati rispettivamente dal Fatah e Hamas, non sembra neanche più essere all’ordine del giorno.  Tra le elezioni simultanee alla presidenza e al consiglio legislativo (Parlamento) così come nel consiglio nazionale palestinese (parlamento dell’OLP), previsto nel maggio del 2012, dovranno essere riportati alla commissione elettorale centrale. Infine la commissione delle libertà, caricata di mettere in opera la riconciliazione nel dominio delle libertà di espressione e di movimento ha sospeso martedì i lavori a Gaza per protestare contro la non applicazione delle raccomandazioni alle due parti.        

Manuel Giannantonio

13 febbraio 2012

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