Senegal: la campagna elettorale entra nel vivo

La campagna per le elezioni presidenziali del 26 febbraio entra nel vivo all’indomani di una marcia dell’opposizione a Dakar dove il capo di stato uscente, Abdoulaye Wade si è reso disponibile a un confronto con i suoi cittadini. Il presidente Wade ha partecipato ieri pomeriggio ad un grande meeting nella città di Thiès (ovest). Dopo Mbacké (centro), è il suo secondo meeting che avviene dopo il debutto ufficiale della campagna domenica.

Martedì Abdoulaye Wade, 85 anni al potere dal 2000 e che sollecita un nuovo mandato a reso una visita a sorpresa agli abitanti di Dakar. “ Sono molto soddisfatto di constatare che sono ancora molto, molto, molto popolare “ in Senegal, si è felicitato di in questa occasione, aggiungendo” La pensione non è per domani”. Questa uscita presso una marcia di stampo pacifico da parte di milioni di oppositori, a l’appello del movimento di giugno (M23) che raggruppa partiti politici e organizzazioni della società civile. Iniziata dall’università. La manifestazione, alla quale almeno sei candidati dell’opposizione hanno partecipato e che è stata l’occasione per fare una nuova dimostrazione di unità di fronte a Wade, è durata quasi tre ore, prima di essere bloccata con l’avanzare del centro città delle forze dell’ordine. I manifestanti si sono dispersi senza incidenti, nonostante la frustrazione di alcuni giovani partecipanti che hanno denunciato un “opposizione di codardi”. Questa marcia è stata la terza manifestazione del M23 in Dakar e nella sua periferia dopo l’apertura della sua campagna. La giornata di mercoledì sarà consacrata alla valutazione di questi primi tre giorni di campagna” prima di decidere una nuova parola d’ordine per i giorni a venire, secondo un porta voce del M23, Abdoul Aziz Diop. Altro movimenti di contestazione, il collettivo dei giovani “Ne abbiamo abbastanza” avrebbe dovuto esprimere nel corso del suo programma di mobilitazione generale nazionale contro la candidatura” di M.Wade.  Questa candidatura alimenta le tensioni in Senegal dopo mesi e la sua conferma del consiglio costituzionale del 27 gennaio ha provocato violenze che hanno fatto quattro morti in soli cinque giorni. E ugualmente criticata dai principali partners occidentali del Senegal, tra i quali gli Stati Uniti. L’Ambasciatore americano a Dakar, Lewis Lukens, è stato convocato dal capo della diplomazia senegalese Madické Niang, in seguito alla dichiarazione di alte responsabilità americane sulla necessità di “lasciare il posto alla prossima generazione” in Senegal. L’ambasciatore stesso ha concesso un intervista pubblicata martedì da un quotidiano privato, nel quale ha giudicato “ Deplorevole il fatto che il presidente Wade ha scelto di compromettere le elezioni, di mettere in pericolo la sicurezza del paese con la sua insistenza nel portare a termine un terzo mandato”.  L’Unione Europea (UE) ha ufficialmente iniziato mercoledì il dispiegamento nei 45 dipartimenti del paese dei suoi “osservatori di lunga durata“ per il primo scrutinio. Hanno come missione fondamentale quella di “Seguire la campagna , la sensibilizzazione degli elettori, le prerogative logistiche, lo svolgimento degli scrutini, il conto dei voti ed infine la pubblicazione dei risultati”. Secondo l’UE. Saranno raggiunti il 20 febbraio da 38 osservatori della corte. In totale, l’UE assegnerà più di 90 osservatori il 26 febbraio, in più di una ventina di diplomatici europei. Otto candidati dell’opposizione, invece di celebrare il cantante Youssu Ndour la cui candidatura è stata rifiutata dal consiglio costituzionale, hanno deciso di allearsi contro la candidatura di Wade.  Per l’opposizione Wade ha esaurito i suoi mandati legali e la sua nuova candidatura è “un colpo di stato costituzionale”. Nel versante opposto però affermano che le riforme della costituzione nel 2001 e nel 2008 gli permettono di candidarsi

Manuel Giannantonio

9 febbraio 2012

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