Stati Uniti: seconda notte di collera a Ferguson

Stati Uniti: seconda notte di collera a Ferguson

La cittadina di Ferguson, ha vissuto un’altra notte di collera. Diversi scontri violenti si sono succeduti nella notte in seguito al verdetto emesso dal gran giurì popolare. Intanto, il poliziotto dichiara: “Ho la coscienza a posto”.

Crowd gathers at fatal officer-involved shooting in ShawFerguson –Nonostante gli inviti alla calma del Presidente Obama, gli afroamericani sono scesi per strada a Ferguson, nello Stato del Missouri e non solo. Molte sono le città che hanno visto manifestazioni popolari che reclamano giustizia. Michael Brown, 18 anni, è stato ucciso in pieno giorno, il 9 agosto, da un poliziotto bianco. Darren Wilson, intervistato martedì dalla televisione americana, ha affermato di aver la coscienza a posto.

Una dichiarazione che inevitabilmente comporta conseguenze pari a quella del gesto fatale. Un centinaio di manifestanti si sono riuniti nella serata di fronte al commissariato di polizia di Ferguson. Di fronte si sono trovati 50 poliziotti antisommossa all’interno del perimetro di sicurezza. La folla si è diretta verso l’hotel della città dove un’autovettura di pattuglia delle forze dell’ordine è stata incendiata mentre i poliziotti lanciavano gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. La polizia ha ricevuto l’ordine di intervenire e gode dell’appoggio dei militari.

“Circa 2 200 militari della Guardia nazionale sono impiegati di fronte alle abitazioni, ai negozi e in centinaia di luoghi chiave della città”, ha annunciato il governatore del Missouri, Jay Nixon. “Le vite e i beni devono essere protetti. Questa comunità merita la pace”, ha spiegato durante una conferenza stampa, precisando che i militari daranno man forte alla polizia e che “saranno pronti ad agire rapidamente per evitare il ripetersi del disastro di ieri sera”. Le autorità, infatti, temono che le scene di rappresaglia possano ripetersi.

4323759_nytIl canale ABC News ha ottenuto l’esclusiva per intervistare Darren Wilson. Camicia bianca, volto che tradisce poche emozioni, e composto, D arren racconta tutto di quel 9 agosto: “Ha colpito per primo, ci siamo colpiti per alcuni secondi. Era forte, e potente”, assicura il polizotto. “Non ero sicuro di poter sopravvivere a un altro colpo in testa (…) Ha cercato di prendere la mia arma. L’ho inseguito perché il mio lavoro non è quello di rimanere in macchina”. Di colpo, racconta il poliziotto, “mette le mani in tasca, il mio primo pensiero è stato: ha un’arma?”.

Alcuni testimoni dicono che il giovane Brown abbia alzato le mani in alto in segno di resa ma Wilson smentisce: “Non è vero, non è così che è andata”. “Mi sono chiesto se potevo legalmente ucciderlo. Se non lo facevo, mi uccideva. Ho sparato una prima volta, e continuava a correre nella mia direzione, poi l’ho colpito in testa”. Sposato, Wilson utilizzava in quella circostanza per la prima volta un’arma. Darren, specifica che si sarebbe comportato allo stesso modo se l’aggressore fosse stato bianco.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
26 Novembre 2014

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