Siria: Assad ringrazia la Russia e si dice aperto al dialogo

Siria: negli ultimi 11 mesi quella che prima era considerata repressione, e che ora è diventata vera e propria guerra vivile, ha causato la morte di almeno 6.000 persone, di queste almeno 500 bambini, altri 500 sono i minori che si trovano ingiustamente in carcere, per non parlare dei maggiorenni. Ciò che più sconvolge, paradossalmente, non è il numero delle vittime ma la violenza con cui sono state uccise e la poca risonanza a livello internazionale di quanto sta accadendo nel paese.

Ne gli osservatori della Lega Araba, ne gli oppositori al regime sono fin ora riusciti a far cadere un regime che ha pagato mercenari per violentare e uccidere i cittadini che gli protestavano contro, ma il web, i video postati su youtube, le testimonianze raccolta da Twitter e Facebook hanno permesso di far meglio capire che quanto sta accadendo in Siria riguarda da vicino tutti i cittadini del mondo. in fondo dove c’è violenza, abusi e non rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo dovrebbe esserci il sostegno internazionale.
Così mentre il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi ha ribadito il sostegno dell’Italia agli oppositori del regime di Assad e Usa e Gran Bretagna hanno ritirato dal paese i loro ambasciatori e sono sempre più sul piede di guerra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è arrivato a Damasco per una visita ufficiale. Lavrov incontrerà il presidente Bashar al-Assad e secondo la tv di stato siriana, in piazza a Damasco sarebbero già pronti un milione di persone per accogliere il capo della diplomazia russa e sostenere il regime.
Nel frattempo la moglie di Assad, Asma al-Assad, ha pubblicamente appoggiato l’operato del marito, dichiarazioni rilasciate al Times via mail. È la prima volta che lo fa da quando sono incominciate le proteste e questo è un chiaro segno di come il regime stia provando a correre ai ripari con ogni mezzo.
Continuano anche i bombardamenti a Homs, solo ieri sono state registrate oltre 100 vittime, un vero e proprio massacro in atto in quella che è considerata la città simbolo di queste proteste e che sta per essere letteralmente ridotta in macerie.
L’Onu continua il suo lavoro per cercare di trovare un accordo per una risoluzione che ponga fine al regime di Assad ma il veto costante di Russia e Cina sembrano impedire questa via. Ieri il segretario generale dell’Onu, Ban Ki moon si è detto ancora una volta “sconvolto per quanto accade in Siria” ed ha chiesto per l’ennesima volta che le violenze cessino quanto prima poiché “totalmente inaccettabili di fronte all’umanità”.

Aggiornamento delle ore 17:30

Come detto il ministro degli Esteri Lavrov è arrivato a Damasco ed è stato ricevuto da Assad.
Lavrov dopo aver ricordato ad Assad che: “ogni leader deve assumersi le proprie responsabilità” ha riconosciuto che il presidente si stia assumendo le sue. Il presidente siriano ha ringraziato la Russia per la posizione più volta presa al Consiglio di Sicurezza dell’Onu ed anche per “il suo impegno a sostenere il dialogo e una soluzione nazionale invece che la escalation e i diktat praticati da alcuni Paesi che non prendono in considerazione gli interessi del popolo siriano”.
Per Assad inoltre la Siria è: “determinata a portare avanti il dialogo nazionale con la partecipazione dei rappresentanti del governo, dell’opposizione e di figure indipendenti”.
Questa è l’ennesima prova del totale appoggio della Russia alla Siria e getta ulteriore tensione a quello che è stato definito come “ultimo atto della guerra fredda” ovvero il braccio di ferro tra Usa e Russia sulle questioni Mediorientali (Siria e Iran). Si profilano prospettive da terza guerra mondiale o tutto si risolverà scegliendo il male minore come in Libia?
Intanto anche il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi ha richiamato l’ambasciatore presente a Damasco in Italia per consultazioni (in precedenza lo avevano fatto Gran Bretagna, Francia e Belgio mentre gli Usa hanno chiuso del tutto l’ambasciata) mentre l’ambasciatore siriano a Roma ha convocato la Farnesina per dichiarare il suo sdegno e condanna per le inaccettabili violenze che il regime di Assad sta portando avanti da mesi.

Enrico Ferdinandi

7 febbraio 2012

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