Egitto, terzo giorno di scontri al Cairo: 12 i morti

Terzo giorno di scontri in Egitto dove fin ora sono morte almeno 12 persone, i feriti sono più di 1.200. Gli scontri maggiori si registrano al Cairo dove i manifestanti stanno continuando a protestare davanti alla sede del Ministero dell’Interno. Vi sono decine di agenti in assetto anti-sommossa pronti ad intervenire che potrebbero dare il via a nuovi sanguinosi scontri. Ieri la situazione stava per degenerare quando i manifestanti avevano tirato una sassaiola diretta verso di loro, solo grazie all’intervento di alcuni manifestanti che hanno bloccato il lancio di pietre si è evitato il peggio.
Sempre ieri è stato dato alle fiamme un palazzo vicino al ministero dell’Interno e che è sede del Servizio di Riscossione delle Imposte Fondiarie.

Ricordiamo che a scatenare le nuove proteste contro il governo è stato quanto accaduto nella notte di mercoledì scorso durante la partita di campionato svoltasi nello stadio di Porto Said dove le tifoserie si sono scontrate duramente e dove le forze dell’ordine hanno fomentato gli scontri invece di fermali portando il bilancio dei morti a 74 persone e 248 feriti.
Il Supremo Consiglio delle Forze Armate, la giunta militare composta da ex generali di Mubarak al potere da quasi un anno, è sotto accusa per quanto successo a Porto Said, alcuni striscioni posti davanti il Ministero dell’Interno recitano frasi come questa: “Coloro che non meritavano di morire sono morti per mano di coloro che non meritano di vivere”.

Virginio Sapio

5 febbraio 2012

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