Siria, strage a Homs: centinaia di vittime. Oggi risoluzione dell’Onu

Una strage di civili che non può passare inosservata a livello internazionale, non più almeno perché quanto sta succedendo in Siria è paragonabile a quanto fatto poco più di 60 anni fa da Hitler: nelle ultime ore a Homs sono stati uccisi, secondo l’emittente Al Arabia almeno 337 civili, più di 1.300 i feriti.

I media internazionali ne parlano poco, ma in Siria si sta consumando da mesi una repressione che non sta solo ledendo i diritti “basilari” dell’uomo ma sta di fatto portando morte e disperazione.
Un attivista presente a Homs, Danny, ha affermato riferendosi alla strage messa in atto sul popolo dalle forze militari e dai mercenarie del Regime di Assad: “Questi non sono animali, questi sono esseri umani. Questi sono esseri umani bombardati. E nessuno sta facendo nulla”.
Il regime da canto sul continua a negare quanto sta succedendo affermando che sono solo voci o atti di terroristi. Così mentre anche la Germania, per voce del ministro degli Esteri Westerwelle, a New York protestando contro il regime davanti l’ambasciata siriana ha gridato “Assad come Hitler” in Siria continuano a morire innocenti che chiedono solo democrazia e pace.

Aggiornamento delle ore 14:15

Gli abitanti Homs in queste ore hanno affermato ai media locali che almeno 36 case sono state completamente distrutte mentre le famiglie che ci vivevano erano al loro interno, al-Arabiya Waleed, un residente a Khalidiya, ha dichiarato: “Eravamo dentro casa nostra quando abbiamo iniziato a sentire i cannoneggiamenti. Abbiamo sentito i bombardamenti sulle nostre teste”.
Mentre i cittadini stanno cercando di organizzare le cerimonie funebri le forze di Bashar al-Assad continuano ad attaccare, cresce anche il numero di vittime, almeno altre 79. Dalla tv siriana si vedono immagini di decine e decine di cadaveri lungo le strade di Homs, il caos e la paura regnano nella città
Il ragazzo della foto qui accanto si chiamava Omar Tayyaa ed era un giornalista, che poco prima dei bombardamenti avrebbe avuto una diretta per un’emittente straniera per raccontare le violenze nel quartiere del Khaldiya, a Homs. È il secondo giornalista a morire in Siria da quando è iniziata la repressione.
Il capo della diplomazia francese, Alain Juppé, ha questa mattina affermato che le autorità siriane hanno compiuto un: “passo ulteriore verso la bestialità. Questa  violenza senza freni sottolinea l’urgenza che il Consiglio di Sicurezza esca dal suo silenzio per denunciare gli autori di questo crimine e apra la strada all’applicazione del piano politico della Lega araba”.

Aggiornamento delle ore 17:30

Il presidente americano Barack Obama in una nota ha condannato Damasco per il: “terribile attacco contro la gente di Homs. Assad deve fermare la propria campagna contro la sua gente. Assad  mostra disprezzo per la vita umana e la dignità, lasciare subito e consentire una transizione democratica”.
Nella nota Obama fa notare inoltre come: “Trenta anni dopo che suo padre ha massacrato decine di migliaia di innocenti siriani a Hama, Bashar al-Assad ha dimostrato un analogo disprezzo per la vita umana e la dignità. Ieri il governo di Damasco ha ucciso centinaia di siriani: ogni governo ha la responsabilità di proteggere i propri cittadini e ogni governo che massacra la sua gente non merita di governare. La politica del regime siriano di mantenere il potere terrorizzando la propria gente indica solo la sua debolezza e il suo inevitabile collasso. Assad non ha diritto di guidare la Siria, ha perso legittimità con la sua gente e la comunità internazionale”.
È attesa per oggi la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che dovrebbe vedere ancora una volta la Russia contraria anche se in queste ore per trovare un compromesso le delegazioni russa e americana all’Onu continueranno le consultazioni e la questione sarà trattata direttamente anche dal segretario di Stato americano Hillary Clinton e dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.
Ricordaimo che la risoluzione, che prevede la caduta del regime di Assad, è sostenuta da 17 paesi, di questi vi sono otto dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza: Marocco, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Togo e Colombia. A loro si aggiungono Libia, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman e Turchia.
La Russia, ha diritto di veto al Consiglio Onu, e potrebbe quindi bloccare anche quest’ultima bozza.

Enrico Ferdinandi

4 febbraio 2012

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