Messico: il punto sulla sparizione dei 43 studenti

Messico: il punto sulla sparizione dei 43 studenti

Dal 26 settembre, le manifestazioni si sono moltiplicate nello Stato di Guerrero, nel sud ovest del Messico, per reclamare la spiegazione sulla scomparsa di 43 studenti, verosimilmente rapiti e uccisi dai narcotrafficanti con la complicità della polizia.

43.Students.MissingMessico – All’inizio della settimana le manifestazioni sono degenerate, rivelando l’esasperazione della popolazione che lotta contro il grande potere dei cartelli della droga. Di età compresa tra i 18 e 21 anni, i 43 ragazzi erano tutti studenti della scuola di Ayotzinapa, nello Stato di Guerrero nel sud-ovest del Messico. Il comune del quale sono originari è noto come uno dei bastioni della contestazione sociale in uno degli Stati più poveri del Messico che ha il più alto numero di omicidi nel paese.

Il 26 settembre, i 43 studenti si recano a Iguala, a circa 250 chilometri nel nord-ovest di Ayptzinapa con l’intento di prelevare fondi per finanziare un viaggio in Messico. I giovani contano di partecipare il 2 ottobre alla tradizionale marcia commemorativa del massacro di Tlatelolco nel 1968, quando furono uccisi 300 studenti.  Secondo la versione ufficiale, i poliziotti municipali attaccano i 43 ragazzi perché si sono impossessati di un autobus appartenente alla municipalità per entrare nella scuola. Dei testimoni hanno chiaramente visto delle persone, a fianco dei poliziotti, armati anche loro e sospettati di essere dei narcotrafficanti. La sparatoria ha provocato la morte di sei persone mentre i feriti sono 25. I sopravvissuti vengono condotti nelle autovetture delle forze dell’ordine. Da allora, le famiglie non hanno più avuto loro notizie.

Dagli elementi già stabiliti dall’inchiesta, gli studenti sarebbero stati consegnati ai poliziotti da un gruppo locale di narcotrafficanti, i Guerreros, tra le città di Iguala e di Cocula. Questo gruppo è noto per essere il principale fornitore di marijuana e di oppio della città di Chicago, nello Stato dell’Illinois. Diversi membri del cartello, hanno affermato di averli uccisi. Sabato 8 novembre, tre dei sospettati hanno spiegato che almeno 40 studenti sono stati assassinati mentre i loro resti sono stati bruciati e dispersi in un fiume.

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Il sindaco José Luis Abarca e Maria de Los Angeles Pineda Villa

La loro scioccante rivelazione ha permesso la scoperta di resti umani, di ceneri, di denti e di ossa che potrebbero effettivamente appartenere ai ragazzi scomparsi. Il ministro della giustizia messicana ha stimato che sarà difficile identificare di chi si tratta in realtà e che «ci sono solo due frammenti di ossa, uno dei quali è una rotula», ha dichiarato al canale televisivo Televisa. Tuttavia, lo scenario del massacro è stato contestato dai parenti delle vittime, che hanno considerato che questa tesi non ha valore né prove. «Finché non ci saranno prove, i nostri bambini sono vivi», ha dichiarato Felipe de la Cruz.

Il 4 novembre, le autorità messicane hanno proceduto a un arresto catturando il sindaco di Iguala, José Luis Abarca e la sua sposa, Maria de Los Angeles Pineda Villa, che sono fuggiti due giorni dopo la scomparsa dei ragazzi. Diversi elementi portano a credere che siano all’origine dell’attacco. Secondo l’inchiesta, il sindaco avrebbe temuto che gli studenti, che avevano già preso parte a contestazioni nei suoi confronti, sabotassero un evento pubblico sulla protezione dell’infanzia, presentato dalla moglie. Maria de Los Angeles Pineda Villa è conosciuta per essere la sorella di narcotrafficanti noti e per la direzione di attività condotte dai Guerreros Unidos a Iguala.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])

13 Novembre 2014

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