Stati Uniti: vittoria dei Repubblicani al Senato

Stati Uniti: vittoria dei Repubblicani al Senato
Lindsey Graham accompagnato dai senatori repubblicani

Lindsey Graham accompagnato dai senatori repubblicani
Lindsey Graham accompagnato dai senatori repubblicani

Washington – “È con umiltà che accettiamo la grande responsabilità che ci affida il popolo americano”, queste le parole di John Bohener che evidenzia così il trionfo repubblicano alle elezioni di MidTerm. Elezioni che confermano impietosamente il vertiginoso calo della popolarità del 44° Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Politica estera, ambiente, riduzione del debito: questi i casi principali che potrebbero essere rovesciati dagli effetti della vittoria repubblicana al Senato. Il partito d’opposizione controlla la totalità del Congresso americano, una première assoluta dal 2006.

• Iran

La camera dei rappresentanti, di maggioranza repubblicana, aveva già votato nuove sanzioni economiche contro l’Iran, ma il tentativo è stato interrotto con la richiesta della Casa Bianca. Il rovesciamento del Senato dovrebbe logicamente comportare un inasprimento dei rapporti con Teheran con conseguente appesantimento delle pressioni per le negoziazioni internazionali sul controverso programma nucleare. Un primo test in questo senso ci sarà il 24 novembre, data prevista per le negoziazioni, che in questo contesto politico hanno poche chances di vedersi prolungate.

• Immigrazione

Due anni fa, i Repubblicani, nel loro tentativo di conquista dell’elettorato ispanico in seguito alla loro sconfitta durante le presidenziali, erano pronti ad evolvere la legge sull’immigrazione. Tuttavia, nel corso della campagna elettorale del “MidTerm”, il tono dei Repubblicani si è ulteriormente inasprito, spronando un rinforzo della sicurezza nelle frontiere, opponendosi di fatto a una regolarizzazione dei lavoratori senza documenti. L’episodio, verificatosi quest’estate dell’afflusso di bambini non accompagnati provenienti dal Messico ha generato questa reazione. La maggioranza repubblicana dovrebbe esercitare pressioni per rinforzare i controlli presso le roventi frontiere dove si infrangono molti sogni.

• Ambiente

Dopo il tempo della riflessione, Barack Obama deve necessariamente passare all’azione sul caso Keystone, il gigantesco oleodotto che deve condurre sabia bituminale dall’ovest canadese verso le raffinerie del Golfo messicano. Il Presidente americano ha ottenuto l’approvazione del cantiere alfine di studiare l’impatto sull’ambiente di questa operazione. Resta però incastrato tra la sua promessa di fare della lotta contro il riscaldamento globale un asso essenziale del suo secondo mandato e un’opinione pubblica favorevole a un progetto che permette di creare 20 000 posti di lavoro rinforzando l’indipendenza energetica nord americana. La maggioranza repubblicana assegna al caso la priorità assoluta.

• Accordo di libero scambio

La vittoria dei Repubblicani, dovrebbe conferire una propulsione notevole alle negoziazioni sui trattati di libero scambio con una parte dell’Europa e altri undici paesi dell’Asia. L’opposizione a questi accordi era manifestata dai democratici mentre i Repubblicani sono tradizionalmente favorevoli alla liberalizzazione del libero scambio.

• Riforma Fiscale

Molti repubblicani stimano che le misure intraprese dalla Casa Bianca per fermare l’esilio fiscale dei grandi gruppi americani siano un errore. Lecito aspettarsi manovre.

• Riforma Sanitaria

Punto cruciale ed emblematico dell’amministrazione Obama, il programma “ObamCare”, che è entrato in vigore il 1° gennaio, è stato molto criticato durante questa campagna elettorale. Tuttavia, ha poche opportunità di essere abrogata. Come riconosciuto da Mitch MC Conneill sul canale Fox News: “Una abrogazione necessiterebbe la promulgazione del Presidente, e nessuno pensa che la firmerà”.

• Le nomine

Le più alte personalità dell’amministrazione, dell’esercito o della Giustizia sono nominate dal Presidente degli Stati Uniti, ma queste decisioni devono comunque essere confermate dal Senato. Il cambiamento della maggioranza complicherà seriamente i compiti di Obama, che sarà costretto ad intraprendere la strada dei compromessi. Il primo test in questo senso sarà la designazione del successore del procuratore generale degli Stati Uniti (ministro della Giustizia), Eric Holder, che ha dato le sue dimissioni il 25 settembre.

• Debito

Nell’autunno del 2013, il tetto del debito federale è stato rilevato senza condizioni fino al 15 marzo 2015, al termine di un intenso dibattito con i Repubblicani. Un accordo è stato negoziato tra le parti grazie al sostegno dei 28 rappresentanti conservatori, facendo rovesciare la maggioranza alla Camera dei rappresentanti. Tuttavia, il trionfo repubblicano rischia di riportare a galla la questione. Una parte della fazione repubblicana invoca una nuova estensione a corto termine del tetto in scambio di tagli al bilancio federale.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
5 Novembre 2014

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