Elezioni Tunisia, partito laico Nidaa Tounes in testa. Alle urne più di 3 milioni di persone

Elezioni Tunisia, partito laico Nidaa Tounes in testa. Alle urne più di 3 milioni di persone

Tunisia al voto

TUNISI- Dopo aver archiviato la Primavera araba, la Tunisia sembra avviarsi verso l’archiviazione dell’Inverno arabo. Nelle seconde elezioni politiche dopo la cacciata di Zine el-Abidine Ben Ali (le prime avevano eletto un’Assemblea costituente e non un vero e proprio Parlamento), è il partito laico Nidaa Tounes a trovarsi in testa nei primi exit poll dopo la chiusura dei seggi delle elezioni di domenica sera. Secondo il comunicato diffuso da una società di rilevazione, Nidaa Tounes sarebbe al 37%, seguito dal partito di ispirazione islamica Ennahdha con il 26%.

Dati alla mano appare deludente fin qui il risultato del Cpr (2,4%) del presidente Moncef Marzouki e di Ettakatol (1,6%) del presidente dell’Assemblea nazionale Mustapha Ben Jaafar.

I due partiti, entrambi nella coalizione dell’attuale governo, si collocano al di sotto del Fronte popolare (5,4%), partito di sinistra che ha visto nel 2013 l’uccisione di due suoi leader, Chokri Belaid e Mohamed Brahmi.

Secondo gli stesi exit poll Union patriotique libre sarebbe al 4,8% e Afek Tounes al 2,8 per cento.

I dati diffusi hanno già fatto gridare al broglio gli islamisti di Ennahdha e i loro alleati del Congresso per la repubblica (Cpr) che parlano apertamente del sospetto di frodi e abusi nello scrutinio. Il segretario generale di Ennahdha, Samir Dilou ha detto di temere che si voglia preparare un ritorno sulla scena politica tunisina dell’Rcd (il disciolto partito dell’ex dittatore Ben Ali) “con il suo volto più laido”.

I risultati ufficiali saranno resi noti entro 72 ore dall’inizio dello spoglio. Quello che uscirà dal voto sarà il primo Parlamento vero e proprio del dopo Ben Ali e rimarrà in carica per cinque anni.

Per la giornata elettorale si temevano attentati terroristici e il governo aveva mobilitato 80mila agenti fra polizia e militari, ma fortunatamente le votazioni si sono svolte senza violenze e alle 19.30 di domenica, secondo quanto riporta La Presse de Tunisie avevano portato alle urne il 60% circa dei 5 milioni e 236 mila aventi diritto. Una risposta chiara quella del popolo tunisino che ha voglia di tornare ad una normalità democratica dopo l’approvazione della nuova Costituzione all’inizio di quest’anno.

Dopo una gestazione di due anni, il documento è il risultato di un farraginoso processo politico, segnato da ripetuti annunci di elezioni, puntualmente rimandate fino ad oggi.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è congratulato per le elezioni, definendole una importante pietra miliare nella storica transizione politica del Paese. “Nell’andare alle urne i tunisini hanno continuato a ispirare le persone nella loro regione e in tutto il mondo”, ha detto Obama.

 Donato Notarachille

27 ottobre 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook