Stati Uniti: primo caso di Ebola a New York

Stati Uniti: primo caso di Ebola a New York

Un medico di ritorno a New York dalla Guinea, dove si era recato per assistere malati di ebola, ha contratto il virus come annunciato dal sindaco della grande mela. Gli esperti tentano di ricostruire i suoi spostamenti grazie al tracciamento dei movimenti bancari. Si teme per l’eventualità di un’epidemia.

new-york-city-ebola-reactionNew York, il crocevia del mondo, è stato raggiunto dall’epidemia Africana che ora minaccia seriamente il mondo occidentale. Un medico di New York City, recentemente tornato dalla Guinea dove lavorava con medici senza frontiere, ha contratto il virus, come dichiarato dal sindaco italo-americano Bill de Blasio in una conferenza stampa.
Il medico è stato ospedalizzato giovedì in seguito a una fortissimo febbre. Ha immediatamente subito esami per determinare se ha contratto il virus. È il primo caso di Ebola nella più grande città americana che conta circa 8 milioni di abitanti.

Di colpo, gli esperti tentano di rintracciare tutti i spostamenti dell’uomo, specialmente quelli via metro e taxi (i principali a NY), ma anche considerando i ristoranti nei quali può essersi diretto. Per farlo in maniera efficiente si avvalgono del tracciamento della sua carta bancaria. Solo nella tarda serata di mercoledì Greig Spencer ha annunciato di avere la febbre. È stato immediatamente condotto all’ospedale Bellevue. Alcuni dei suoi amici sono sotto osservazione. Il sindaco di New York ha voluto essere rassicurante, stimando che non ci sono ragioni per allarmarsi: ”Siamo altamente preparati”.

Nel Mali, un primo caso di Ebola è stato identificato mentre in Costa d’Avorio, un infermiera potenzialmente contaminata è ricercata. Di fronte all’aggressiva rapidità del virus, i considerevoli mezzi promessi in qualità di personale (un migliaio di figure specializzate) e centinaia di milioni di dollari rischiano di arrivare in ritardo.
L’epidemia, la peggiore di questa febbre emorragica scoperta nel 1976 nella Repubblica Democratica del Congo, rappresenta oggi un’urgenza mondiale, secondo l’OMS. A Bruxelles, la Commissione europea ha annunciato lo sblocco di 24,4 milioni di euro per la ricerca. Il nuovo commissario europeo degli Affari umanitari, il cipriota Christos Stylianides, coordinerà la risposta europea, come annunciato giovedì dal Presidente uscente del Consiglio europeo, Herman Von Rompuy.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
24 Ottobre 2014

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