Nassiyriah: 8 anni per ottenere giustizia

I sette fiancheggiatori del Kamikaze di Al Qaeda Abul Qasem Abu al-Leil, il terrorista marocchino che il 12 novembre del 2003 uccise 28 persone lanciandosi con un autocisterna imbottita di esplosivo contro la base Maestrale a Nassyriah, sono stati arrestati e portati in cella. Nell’attentato morirono sul colpo 12 carabinieri , 9 iracheni e 5 militari dell’esercito italiano. La cellula è stata identificata durante un inchiesta condotta dalla polizia.

A Bhata, distante circa 50 Km da Nassyriah, è stata attaccata una colonna di pellegrini in marcia verso Kerbala, la seconda città sciita. L’assalto ha generato perdite sul piano umano, si tratta di cinquanta persone. Quasi tutti i responsabili dell’attentato di Nassyriah sono deceduti o sono stati arrestati. Nel 2007 Omar al Kurdi, al quale erano stati attribuiti 36 attentati e il quale ha ammesso al tribunale di Roma di essere uno degli artefici della carneficina di Nassyriah, è stato trovato impiccato. Marco Intravaia figlio del carabiniere Domenico, uno dei 12 militari dell’arma vittime dell’attentato di Nassyriah ha dichiarato di augurarsi che :”I fiancheggiatori dell’attentato paghino con il carcere a vita” ricordando inoltre che all’epoca aveva quindici anni e che non potrà mai dimenticare . In seguito al ritiro delle forze armate americane e dei loro alleati l’Iraq sembra essere ricaduta nell’instabilità caratteristica degli anni dopo la guerra. Nella giornata di ieri vicino a Mossul è stato ucciso un militare nei pressi di un posto di blocco mentre uno dei comandanti delle milizie tribali dei consigli per il risveglio, Ali Ghazi Khalaf, ha perso la vita in un’imboscata.      

Manuel Giannantonio

25 gennaio 2012

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