Birmania: Continueranno le riforme

Il presidente Birmano Thein Sein ha assicurato che le riforme democratiche intraprese ultimamente erano irreversibili ed esorta l’occidente a togliere le sanzioni contro il suo paese, lasciando intendere che la storica oppositrice Aung San Suu Kyi potrebbe entrare a far parte del governo. Aung Sann Suu Kyi, leader dell’opposizione birmana, ha passato la maggior parte del suo tempo privata della sua libertà dopo il 1990, anno in cui vinse le elezioni indotte dal regime militare che videro trionfare proprio il partito della Lega Nazionale per la Democrazia, ottenendo dunque la nomina di primo ministro, tuttavia i militari rigettarono il voto,  presero con la forza il potere, annullando il voto popolare e costringendo agli arresti domiciliari l’appena nominato “primo ministro”.

Gli arresti domiciliari le furono revocati nel 1995 lasciandola comunque in uno stato di semi-libertà, non potendo mai lasciare il paese perché altrimenti impossibilitata nel rientrarci, le fu impedito di visitare i propri famigliari anche quando il marito Michael fu colpito da un cancro che lo avrebbe ucciso due anni dopo, lasciandola vedova. Il suo rapporto con il potere è cambiato in maniera significativa dopo le elezioni del novembre del 2010 e la sua liberazione una settimana più tardi. La lega nazionale per la democrazia (LND), fondata circa vent’anni fa ma sciolta nel 2010 dalla giunta allora al potere, è stata autorizzata nel dicembre di quell’anno, come partito politico al termine di una maratona amministrativa che durava da alcuni mesi con risultati indiscutibili. il regime Birmano ha recentemente concesso la possibilità a Aung Sann Suu kyi di presentarsi alle elezioni di aprile. “Noi siamo sui binari della democrazia” dichiara il presidente nella sua prima intervista a giornalisti occidentali, l’autorevole quotidiano americano, il Washington post. “Perché siamo sulla via migliore, possiamo soltanto procedere in avanti e non abbiamo certamente l’intenzione di andare indietro”. Per il presidente Birmano, il suo governo, instaurato nel mese di marzo dello scorso anno, risponde ottimamente alle condizioni poste dall’occidente per togliere le sanzioni. Le manovre più note sono sicuramente la liberazione dei prigionieri di natura politica e l’organizzazione di elezioni legislative il 1° aprile prossimo, alle quali parteciperà Aung Saan Suu Kyi. “Quello di cui abbiamo bisogno da parte dei paesi occidentali e che facciano la loro parte”. Il premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi ha annunciato che parteciperà di persona allo scrutinio per la Lega Nazionale della Democrazia (LND). “Se la gente vota per lei sarà conseguentemente eletta e diventerà giustamente membro del parlamento. Sono sicuro che sarà accolta calorosamente. Questa è la nostra intenzione” conclude Thein Sein. Interrogato sulla possibilità di aver la storica leader della LND nel proprio governo il presidente ha così risposto: “Se qualcuno e approvato dal parlamento non dobbiamo assolutamente accettare che diventi ministro”. Nyan Win, il porta parola della LND ha giudicato prematuro evocare una carica ministeriale ma Aung San Suu Kyi e capace e potrebbe assumere qualsiasi carica. Ha inoltre ricordato che è ancora presto per effettuare conclusioni. “Riconosciamo che le riforme sono state intraprese nel paese ma consideriamo che le stesse riforme non sono ancora archiviate”. Per quanto concerne i discorsi dei conflitti etnici invece, il presidente ricorda che il suo governo ha tentato di porvi fine e presto avremo una pace eterna all’interno del paese. Ovviamente questo richiede tempo. La Birmania infatti aspetta di vedere come il paese possa definitivamente voltare pagina senza dimenticare il tragico passato che ha ancora ripercussioni, che lo ha caratterizzato sperando di poter abbracciare un futuro avvolto da pace e serenità.      

Manuel Giannantonio

23 gennaio 2012

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