Genocidio Armeno: Ankara rimette pressione

Mentre il senato deve approvare lunedì un progetto di legge che sanzioni la negazione del genocidio, avvenuto in Armenia, Ankara alza i toni. “Coloro che sfruttano la storia saranno le vittime di questo sfruttamento” ha dichiarato venerdì il ministro turco degli affari stranieri, Ahmet Davutoglu chiamando i senatori a non votare una legge che sarebbe una macchia nera nella storia del paese”. Nel corso della settimana, la commissione di legge del senato ha giudicato contrario alla costituzione questo testo approvato il 22 dicembre nell’assemblea nazionale da circa una cinquantina di deputati.  Dopo questo voto, la Turchia ha gelato la propria cooperazione politica e militare con Parigi. L’adozione del testo definitivo dovrebbe incentivare nuove misure di ritorsione.

Ankara avrebbe previsto di richiamare il proprio ambasciatore in Francia e il livello della rappresentazione diplomatica tra i due paesi è inevitabilmente ridotto. “Il presidente francese ha iniziato a ricercare dei guadagni elettorali, utilizzando l’odio musulmano e turco” secondo il primo ministro Tayyip Erdogan. Ankara rifiuta sempre di riconoscere la realtà di un genocidio armeno dell’impero ottomano (1915-1917), che ha prodotto più di un milione di morti. Se le autorità non effettuano un boicottaggio dei prodotti francesi delle ritorsioni saranno rivolte verso le imprese che saranno coinvolte con il grande pubblico. Lo scambio commerciale tra i due paesi è stimato a circa 12 miliardi di euro e  la Turchia, con una crescita annua del 9%, rappresenta un mercato sicuramente molto importante. Sarkozy ha scritto a Erdogan chiedendogli de fare prevalere la ragione assicurando che questo testo non è assolutamente indirizzato contro un popolo o uno stato particolare.    

Manuel Giannantonio

22 gennaio 2012

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